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BACCO (Bacchus)- Michelangelo Merisi CARAVAGGIO

BACCO (1596) – Caravaggio (1517-1610)
Galleria degli Uffizi – Firenze
Tela cm. 95 x 85
Per la prima volta nella storia della pittura europea il tema di Bacco, dio del vino, diventa un pretesto per raggruppare frutta e oggetti d’uso quotidiano, i veri protagonisti della scena che circonda un adolescente coronato da tralci di vite.

In un’altra opera Bacco viene rappresentato come un ragazzo di bettola malnutrito e malaticcio (BACHINO MALATO, Roma, Galleria Borghese).

Nei molteplici aspetti della realtà che ispirano Caravaggio non esiste né la gerarchia dei valori né la differenza di classe.
E’ uno dei primi in assoluto ad avere una visione profana e provocatoria riguardo alle tematiche ritenute tra le più sacre, così la sua MADDALENA PENTITA è vista come una donna del popolo, sola con la sua sofferenza all’interno di una povera camera spoglia.
Sarà questa poesia realistica ad affascinare Courbet, Manet e Cézanne.
Il BACCO è un’opera giovanile, dove però l’artista esibisce già una straordinaria abilità nella resa della bellissima natura morta in primo piano. Nel volto dell’adolescente è stato individuato un possibile autoritratto, ma probabile che possa aver posato l’amico Mario Minniti, come nel SUONATORE DI LIUTO (oggi all’Ermitage di San Pietroburgo) e nella BUONA VENTURA (oggi al Louvre di Parigi).

Questo dipinto appartiene probabilmente al gruppo di opere eseguite da Caravaggio per il cardinale Francesco Maria Del Monte.
La tela giunse a Firenze forse come dono del Cardinale per il Granduca di Toscana. Ritrovato nei depositi degli Uffizi nel 1916, il dipinto è stato riconosciuto come autografo del Caravaggio dal Longhi.

Michelangelo Merisi nasce a Milano, nel 1517 e ripara a Caravaggio solo per sfuggire alla peste scoppiata nel 1576, Ritorna a Milano nel 1584 e frequenta la bottega di Simone Peterzano.
Nel 1592 parte alla volta di Roma e lavora presso la bottega del Cavalier d’Arpino.
Le prime opere romane risentono ancora della cultura naturalistica, radicata in Lombardia sin dal Quattrocento grazie alla presenza della pittura fiamminga. Per Roma questa esperienza è una novità, e suscita l’interesse del cardinale Del Monte, il più fervido sostenitore del Caravaggio, che lo introduce alla committenza più qualificata. Grazie al prelato, nel 1599 arriva la prima commissione pubblica: la decorazione della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi.
La maniera anticonvenzionale di trattare il tema sacro lascia perplessi i committenti, tanto che il primo dipinto, raffigurante il SAN MARTINO e L’ANGELO (distrutto durante i bombardamenti di Berlino), viene rifiutato. L’ostilità di una parte del clero e i numerosi guai giudiziari causati dal carattere irascibile, vengono superati da Caravaggio grazie all’appoggio del cardinale Del Monte, ma nel 1606 l’artista è costretto a fuggire dopo aver ucciso, nel corso di una rissa, Ranuccio Tommasoni. Aiutato dai suoi protettori ripara dapprima a Napoli, influenzando gli artisti locali, poi in Sicilia, dove esegue opere di grande suggestione tra le quali il SEPPELLIMENTO DI SANTA LUCIA ed infine approda nell’isola di Malta. Qui il Caravaggio si rimette nei guai e ripara in Sicilia.
Intanto a Roma il cardinale Gonzaga preme sul Papa per fargli ottenere la grazia, ma Caravaggio il 18 luglio del 1610, durante una sosta a Porto Ercole, è colpito da febbre alta e muore.