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DONNA CON FIORE (Vahine no te tiare) – Paul Gauguin

 DONNA CON FIORE – Vahine no te tiare (1891)

Paul Gauguin – Pittore francese – (1848-1903)

Ny Carlsberg Glyptotek Copenaghen

Olio su tela cm. 70 x 46

 

Il dipinto reca la firma dell’artista in alto a destra – P. Gauguin 91 -, posta con estro in posizione obliqua con intento decorativo a imitare l’andamento dei fiori.
Al centro in alto leggiamo chiaramente la scritta – Vahine no te tiare – (Donna con fiore) che suggerisce l’idea di un manifesto ideale dell’artista, quello di una fede incrollabile nella purezza del mondo primitivo dei cui valori è portatrice quella ragazza, quasi a rappresentare una attualizzazione del tema della Madonna.
Il quadro fu esposto nel 1892 alla Galerie Bousod e Valadon di Parigi e a Copenaghen al Bàtiment des Expositions Libres del 1893.
Del quadro esiste uno studio acquerellato ma “allo specchio”.
L’opera è una delle prime espressioni artistiche che Gauguin realizza durante il primo soggiorno a Tahiti e manifesta ampiamente il genuino entusiasmo dell’artista di fronte a un mondo completamente nuovo rispetto a quello in cui era vissuto fino allora, dove si era sentito nulla più che un fallito sia come artista che come uomo.
Entusiasmo che si rivela nella scelta fiera ed orgogliosa di risolvere il dipinto con l’uso pressoché esclusivo di colori primari stesi in larghe zone piane in cui è quasi del tutto bandito il chiaroscuro.
Altrettanto fieri sono gli accostamenti tra le tonalità complementari che fanno risaltare maggiormente la figura femminile.
Lo stesso entusiasmo accompagna la disposizione dei fiori nello sfondo, talmente libera da annullare ogni riferimento realistico.
Anche il contenuto marcato e sintetico indica l’astrazione dell’artista dal contesto reale per volgersi a una realtà autonoma dove l’armonia lineare insieme a quella cromatica vale per se stessa. Ecco perché per il pittore non sono rilevanti le proporzioni del corpo della figura femminile, mentre prevale ciò che di quella modella lo ha colpito di più, ovvero i tratti marcati e dolcissimi del volto e le calde tonalità del carnato a cui si è poi ispirato per la composizione dello sfondo. E’ probabile che la donna ritratta sia la stessa modella de IL FIORE CHE ASCOLTA dello Spaulding di Boston, dove la composizione è più immediata e istintiva e la costruzione più semplificata.
Nel suo libro NOA NOA, Gauguin racconta che, colto da una passione improvvisa e fortissima per quel modo tutto particolare con cui la giovane teneva il fiore sull’orecchio, eseguì subito un ritratto (dovrebbe trattarsi della versione di Boston), operazione immediatamente ripetuta quando la ragazza ritornò da lui con un abito più elegante (in questo caso si tratta del quadro di Copenaghen).
Paul Gauguin nacque a Parigi nel 1848, ma, a seguito degli avvenimenti di quel periodo, trascorse l’infanzia in Perù, presso la nonna materna. Nel 1865 si arruolò in marina e lì sentì parlare per la prima volta in termini entusiastici dell’Oceania. Nel 1871, con la fine dell’Impero napoleonico, abbandonò la marina ed entrò in un’agenzia di cambio. Fu in quel periodo che iniziò a dipingere. Nel 1873 sposò Mette Sophie Gad che gli dette cinque figli.
Conosciuto Pisarro, Gauguin entrò a far parte del gruppo degli impressionisti e la prima mostra in cui vi comparve insieme fu tenuta nel 1880 in Rue des Pyramides. Nel 1883 fu costretto a lasciare il lavoro; per un po’ si illuse di poter provvedere alla famiglia con la pittura e la scultura, invece poco dopo fu costretto ad intraprendere una nuova attività in Danimarca, che purtroppo fallì rapidamente.
La vita dal 1885 si fece sempre più difficile, obbligandolo a dividersi dalla famiglia, e nel 1886, dopo aver partecipato all’ultima esposizione degli impressionisti, si spostò a Pont-Aven in Bretagna, dove conobbe Emile Bernard. In quello stesso anno conobbe Van Gogh a Parigi. L’anno dopo Gauguin si imbarcò per Panama, un altro fallimento che non fece altro che peggiorare la situazione. Il secondo soggiorno in Bretagna fu nel 1888, e in questo ambito furono gettate le basi per la nascita del simbolismo.
In quello stesso anno si consumava la triste convivenza con Vincent Van Gogh ad Arles.
Tra il 1889 e il 1890 Gauguin tornò ancora a Pont-Aven. Intanto aveva esposto al Caffè Volpini con il gruppo dei simbolisti sintetici.
Nel 1891 Gauguin partì per Tahiti; dopo un anno il su precario stato di salute lo costrinse a ritornare in Francia. Nel 1895 tornò di nuovo a Papete dove, vivendo tra mille difficoltà, tentò persino il suicidio.

Paul Gauguin morì l’8 maggio del 1903.

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