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IL BACIO (The kiss) – Gustav Klimt

IL BACIO (1907 – 1908)
Gustav Klimt (1862 – 1918)
Osterreichische Galerie – Vienna
Tela cm. 180 x 180

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IL BACIO, opera firmata da Klimt in basso a destra, fu acquistato dalla Osterreichisches Staatgalerie nel 1908. Fu considerato il capolavoro dell’esposizione “Kunstschau Wien 1908”, prima manifestazione ufficiale del gruppo degli artisti uscito nel 1905 dalla Secessione Viennese, detto anche “gruppo di Klimt”. L’esposizione ebbe luogo in una sede provvisoria progettata da Josef Hoffmann ed edificata sul terreno della vecchia sala dei concerti viennesi. All’esposizione partecipò anche Oscar Kokoschka che eseguì uno dei manifesti.
IL BACIO è considerata l’opera più matura e ricca del rigoglioso “periodo d’oro” dell’attività artistica di Gustav Klimt. Gli elementi che troviamo in questa composizione rimandano ad altri dipinti precedenti.
Il tema dell’abbraccio era un tema già trattato da Klimt nel FREGIO DI BEETHOVEN ed anche nel FREGIO STOCLET. Gli elementi decorativi quadrati, rettangolari, triangolari, spiraloidi, e il campo fiorito sono già stati usati ma il motivo centrale, in questo particolare dipinto, è sicuramente l’uso intenso del fondo dorato che conduce ad affrontare la questione della simbologia del colore…
“…l’oro, come colore di un altro mondo, più propriamente come non–colore, riempie il quadro con contrasti raffinati, ha oro opaco e oro brillante”.
IL BACIO, come L’ALBERO DELLA VITA e L’ATTESA, sono opere in cui i rari volti, di un contrastante naturalismo, si incastonano come gemme in un intrico di materie preziose e rilucenti. Gustav Klimt ancora una volta si consacra pittore dell’erotismo per eccellenza. Il tema della fusione amorosa e del potere risanatore dell’eros e dell’arte, è risolto con un eccesso lirico-decorativo.
Anche l’opera di Munch, IL BACIO, del 1897, gli amanti i cui volti sono fusi in uno solo, sono congiunti in una campana tragica dal colore fosco dove risuona un tocco amaro di perdizione e di colpa. Nel quadro di Klimt la campana rende in forma visiva un’utopia d’amore, congiunge la qualità protettiva del grembo con il sogno verticale dell’ascesa. In questo matrimonio cosmico l’unica vera protagonista è la donna…, nel suo volto delicato si può leggere tutta la dolcezza dell’abbandono. L’estasi erotica per Klimt non può che essere coniata al femminile ed è in quella capacità di ricettività e di abbandono che gli appare la chiave di una presunta “superiorità” femminile.
Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna.
Nel 1876 si iscrisse alla Kunstgewerbeschule di Vienna, che frequentò fino al 1883.
Nel 1888 gli venne consegnata la Croce d’oro al merito.Nel 1898 ebbe la sua prima mostra. Nel 1903 Klimt viaggiò a Venezia, Ravenna e Firenze. Rimase molto impressionato dalla luminosità dei mosaici bizantini.
Nel 1911 ricevette il primo premio dell’Esposizione Internazionale di Arte di Roma.
Morì il 6 febbraio del 1918, a seguito di un attacco apoplettico.
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