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LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (Greece on the ruins of Missolonghi) – Eugène Delacroix

 LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (1826)
Eugène Delacroix ( 1798-1863)
Musée des Beaux – Arts di Bordeaux
Tela di cm. 209 x 147

 

LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI, opera firmata da Delacroix, venne esposta per la prima volta nel 1826 alla galleria Lebrun, in una “Exposition au profit des Grecs”. Successivamente fu esibita a Londra nel 1828 insieme al dipinto MARIN FALIERO e ancora nel 1829 al Musée Colbert.

Fu acquistato dalla città di Boredeaux nel 1852 per la considerevole somma di 2.500 franchi e possiamo ammirarlo nel Musée des Beaux – Arts della stessa città.

La Grecia è rappresentata da una fanciulla in costume su un masso da cui spunta la mano di un caduto; in fondo a destra si scorge la presenza di un soldato turco.
L’allegoria si riferisce ai difensori di Missolungi che il 22 aprile del 1825 preferirono saltare in aria con le donne e i bambini piuttosto che arrendersi ai soldati turchi.

Insieme a Byron, Delacroix era rimasto particolarmente scosso dagli episodi della guerra per l’indipendenza greca, e aveva partecipato attivamente agli avvenimenti esaltandone gli eroismi a partire dal 1824, attraverso una serie di opere come IL MASSACRO DI SCIO e quindi LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI.
In questi dipinti si individua una adesione completa agli ideali patriottici ed insieme al gusto esotico e romantico tipici di quegli anni.
Sono questi infatti gli anni nei quali Eugène stringe rapporti di amicizia con i Romantici quali Victor Hugo e Charles Baudelaire, grande ammiratore della tecnica di Delacroix, della quale diceva:

– Une véritable explosion de couleurs.

Sono anche anni cruciali che porteranno ai moti parigini del 1830 e alla conseguente rottura del fronte conservatore delle grandi potenze europee.

Nella figura femminile che personifica la Grecia si può identificare M.lle Laure, una delle modelle preferite da Delacroix, che ha posato anche per il dipinto DONNA CON PAPPAGALLO, del 1827, al Musée des Beaux – Arts di Lione.
La posa della giovane, nel suo gesto così eloquente, quasi monumentale, ricorda l’atteggiamento di certe immagini religiose del Quattrocento.
Del dipinto in questione esiste un primo abbozzo ad olio nella Collezione Reinhart di Winterthut.
Nel 1870 fu copiato da Odilon Redon.

Il periodo del sopravvento popolare si esaurisce con il rinnovato slancio rivoluzionario del 1848.
Il 3 settembre 1857, Delacroix scrive sul “Journal” :
– Il mondo nuovo, buono o cattivo, che cerca di farsi luce tra le nostre rovine, è come un vulcano sotto i nostri piedi: permette di riprendere fiato solo a chi, come me, comincia a considerarsi un estraneo a quello che succede e limita le proprie speranze a un buon impiego del giornale.

DUE NOTE SU DELACROIX

Eugène Delacroix nacque a Charenton-Saint-Maurice il 26 aprile 1798 (secondo alcune fonti sarebbe il figlio naturale di Talleyrand, che l’aiutò molto agli inizi della carriera). Nel 1816 entrò nell’atelier di Guérin e l’anno successivo si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, dove fu fortemente attratto dalla pittura di Gèricault, tanto che il primo importante dipinto di Delacroix, LA BARCA DI DANTE (1822), rivela chiaramente l’influenza subita. L’artista raggiunse grande fama e ricevette numerose commissioni: la biblioteca del Palazzo Bourbon, gli affreschi della chiesa di San Sulpicio, il soffitto della galleria di Apollo al Louvre, la cupola della biblioteca del Palazzo del Lussemburgo e il Salon de la Paix all’Hotel de Ville di Parigi. Nel 1855 presentò 42 tele all’Esposizione Mondiale; nel 1857 aprì il suo atelier al n. 6 di Place de Furstemberg (oggi Museo Delacroix).
La salute iniziava a peggiorare e l’artista fu costretto a lunghi soggiorni in campagna; morì il 13 agosto 1863.