Crea sito

JELI IL PASTORE (Vita dei campi) – Giovanni Verga

JELI IL PASTORE

Giovanni Verga

Introduzione

Uscito da un movimento letterario che potremmo definire di un terzo romanticismo: la Scapigliatura milanese (Rovani-Praga-Boito) che a sua volta derivava almeno in parte dal naturalismo francese, e che si proponeva di combattere il decadentismo al,quale erano giunti i romantici della seconda maniera, Giovanni Verga portò la rappresentazione del vero al alto più alto grado d’arte. 
Fra le tante opere segnalo i due più famosi romanzi: “I Malavoglia” che contiene la storia di una famiglia su cui pesa un tragico destino (forse il capolavoro del Verga: risale al 1881) e “Mastro don Gesualdo” (1888), nel quale si narra la vita di un uomo che lottando contro la miseria si è conquistato una posizione eminente e poi vede distruggere tutto il suo lavoro dai parenti e muore solo e dimenticato…, “Le novelle rusticane” (fra cui famosissime “La roba” e “Malaria”) che oltre al valore artistico sono ricche di contenuto sociale, nella rappresentazione di un popolo che accetta il suo destino di dolore e sacrificio. 
Assai nota “Cavalleria rusticana” (poi trasformata in scene per il teatro), la cui fama è legata alla musica di Mascagni che la rese popolarissima. 

Recensione

Nella prosa essenziale che gli è propria, il Verga traccia questo indimenticabile ritratto di Jeli, un  pastorello quasi selvaggio, solo al mondo con le bestie che custodisce, ma dotato da madre natura di un duttile ingegno nel rendersi indipendente, di una grazia servizievole col prossimo che gli usa carità nei rari contatti che ha con lui, non mai scontroso o chiuso…, al contrario! Non potendo per mancanza di occasione essere socievole con gli uomini, lo è con le sue bestie che egli ama e capisce come creature ragionevoli, alle quali prodiga cure e attenzioni piene di umanità affettuosa…, pensa alle espressioni per il puledrino che è rimasto senza la mamma, nate da una sua così dolorosa esperienza, così vere nella loro ingenuità. Divenuto amico di un signorino, è questo che riceve da lui il fascino della vita libera, a contatto con la natura e con gli animali. Tuttavia anche il pastorello dalla convivenza con Alfonso riceve qualche cosa: nella sua primitiva rozzezza, ignaro delle più elementari forme di cultura, ha innato il senso della musica (l’avrà appresa dagli uccellini del bosco che tante volte ha imitato col sito zufolo) e alla recitazione dei versi resta sospeso e incantato come al suono di una melodia dolcissima. Così, come un prodigio gli appare la scrittura, ma più in là non va: davanti all’incomprensibile, diventa taciturno e si chiude in quella furbesca maschera di indifferenza che nasce, dice il Verga, da dignità nei contadini siciliani. 

La novella racconta la storia di un giovane pastore, Jeli, sempre vissuto da solo nei campi e rimasto orfano in tenera età. La prima parte si concentra sull’infanzia del protagonista in mezzo ai campi siciliani, dove fa amicizia con Don Alfonso, figlio di un borghese e conosce Mara, di cui si innamora perdutamente. Dopo la partenza di Mara, Jeli perde il lavoro il giorno della festa di San Giovanni a causa di una sua distrazione e solo grazie a massaro Agrippino (padre di Mara) trova lavoro come guardiano di pecore. Intanto la ragazza è sul punto di sposare il figlio di un massaro della zona, ma viene sedotta da Don Alfonso, le nozze vengono annullate e propone proprio a Jeli di sposarla. All’inizio va tutto bene e Mara è la moglie più dolce che esista, ma dopo un po’ di tempo Jeli inizia a nutrire dei dubbi sulla fedeltà della moglie. La gelosia del protagonista arriva al culmine quando, durante una festa in una fattoria, Mara viene invitata da Don Alfonso a ballare. Jeli, accecato dalla collera, uccide il rivale in amore e viene arrestato.



Conclusioni

Il Verga è uno dei nostri più robusti scrittori: il suo verismo è di una plasticità così rilevata che lascia un’impressione indimenticabile. 
Per lui ogni lettore ha vivi in mente certi paesaggi siciliani e certe figure, con una evidenza straordinaria…, è portato veramente a vivere e a partecipare alla tristezza faticosa nella quale si muove la massa dei personaggi del Verga, guidati da un destino al quale talvolta cercano di ribellarsi, ma che in definitiva ricade sempre su di loro, opprimendoli. 
È caratteristica del verismo in Italia, il colore paesano, regionale.
.
VEDI ANCHE …
Vita e opere di GIOVANNI VERGA
ROMANZI e NOVELLE – Giovanni Verga
LIBERTÀ – Giovanni Verga
TIGRE REALE – Giovanni Verga
CAVALLERIA RUSTICANA – Giovanni Verga
CAVALLERIA RUSTICANA (Opera teatrale) – Giovanni Verga
ROSSO MALPELO – Giovanni Verga
I MALAVOGLIA – Giovanni Verga
MASTRO DON GESUALDO – Giovanni Verga
L’ASINO DI SAN GIUSEPPE – Giovanni Verga
JELI IL PASTORE (Vita nei campi) – Giovanni Verga
NOVELLE RUSTICANE – LIBERTÀ – Giovanni Verga
LA LUPA – Film di Gabriele Lavia (Tratto dalla novella di Giovanni Verga)
CAVALLERIA RUSTICANA – Pietro Mascagni
 

Voto

5/5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.