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CAVALLERIA RUSTICANA – Pietro Mascagni (Testo scena VII, VIII e Intermezzo e video completo)

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 CAVALLERIA RUSTICANA 

Melodramma in un atto
Testi di Giovanni Targioni­ Tozzetti, Guido Menasci
Musiche di Pietro Mascagni
Prima esecuzione: 17 maggio 1890, Roma.
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PERSONAGGI
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SANTUZZA, una giovane contadina –  SOPRANO
TURIDDU, un giovane contadino – TENORE
LUCIA, madre di Turiddu – CONTRALTO
ALFIO, un carrettiere –  BARITONO
LOLA, sua moglie – MEZZOSOPRANO
Contadini e Contadine, Paesani, Ragazzi
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SCENA SETTIMA

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Santuzza e Turiddu [Duetto]
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TURIDDU (irato)
Ah! lo vedi, che hai tu detto?…
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SANTUZZA
L’hai voluto, e ben ti sta.
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TURIDDU (le s’avventa)
Ah! perdio!
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SANTUZZA
Squarciami il petto!
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TURIDDU (s’avvia)
No!
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SANTUZZA (trattenendolo)
Turiddu, ascolta!
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TURIDDU
Va’!
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Insieme
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SANTUZZA 
No, no, Turiddu, ~ rimani ancora.
Abbandonarmi ~ dunque tu vuoi?
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TURIDDU 
Perché seguirmi, ~ perché spiarmi
sul limitare ~ fin della chiesa?
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SANTUZZA
La tua Santuzza ~ piange e t’implora;
come cacciarla ~ così tu puoi?
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TURIDDU 
Va’, ti ripeto ~ va’ non tediarmi,
pentirsi è vano ~ dopo l’offesa!
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SANTUZZA (minacciosa)
Bada!
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TURIDDU
 Dell’ira tua non mi curo!
(la getta a terra e fugge in chiesa)
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SANTUZZA (nel colmo dell’ira)
A te la mala Pasqua, spergiuro!
(cade affranta ed angosciata)
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SCENA OTTAVA

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Santuzza e Alfio. [Duetto]
Entra Alfio e s’incontra con Santuzza.
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SANTUZZA
Oh! Il signore vi manda compar Alfio.
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ALFIO 
A che punto è la messa?
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SANTUZZA
 È tardi ormai,
ma per voi, Lola è andata con Turiddu!
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ALFIO (sorpreso)
Che avete detto?
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SANTUZZA
 Che mentre correte
all’acqua e al vento a guadagnarvi il pane,
Lola v’adorna il tetto in malo modo!
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ALFIO 
Ah! nel nome di dio, Santa, che dite?
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SANTUZZA
 Il ver. Turiddu mi tolse l’onore,
e vostra moglie lui rapiva a me!
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ALFIO 
Se voi mentite, vo’ schiantarvi il core!
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SANTUZZA
Uso a mentire il labbro mio non è!
Per la vergogna mia, pe ‘l mio dolore
la triste verità vi dissi, ahimè!
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ALFIO 
Comare Santa, allor grato vi sono.
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SANTUZZA
 Infame io son che vi parlai così!
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ALFIO
 Infami loro: ad essi non perdono;
vendetta avrò pria che tramonti il dì.
Io sangue voglio, all’ira m’abbandono,
in odio tutto l’amor mio finì…
(escono)
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La scena rappresenta una piazza in un paese della Sicilia. Nel fondo, a destra, chiesa con porta praticabile. A sinistra l’osteria e la casa di Mamma Lucia. È il giorno di Pasqua.

Tratto dalla novella di Giovanni Verga dallo stesso titolo: Cavalleria rusticana

Cavalleria rusticana è un melodramma in un solo atto, tratto dal racconto omonimo dello scrittore Giovanni Verga. Rappresentato per la prima volta a Roma nel 1890, viene replicato con grande successo in Europa e negli Stati Uniti.

Racconta una tragica vicenda d’amore e di gelosia, ambientata in un povero paese della Sicilia.

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L’Intermezzo, che nella vicenda precede la scena del brindisi finale nel quale i due protagonisti si sfideranno, è di grande intensità emotiva e coinvolge l’ascoltatore facendogli vivere i sentimenti e gli stati d’animo dei personaggi.

Il brano è caratterizzato da due belle melodie: la prima più dimessa, la seconda più passionale e di grande espressività.
Pietro Mascagni
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Pietro Mascagni (Livorno, 1863 – Roma, 1945). È un noto autore di opere liriche. Insofferente alla disciplina scolastica, interrompe gli studi al Conservatorio di Milano e si guadagna da vivere come contrabbassista e direttore d’orchestra di alcune compagnie girovaghe di operetta. Giunge al successo vincendo un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno, presentando il melodramma Cavalleria rusticana, che gli merita grande popolarità. Da questo momento si dedicò all’attività di compositore e di direttore d’orchestra. È considerato uno dei maggiori rappresentanti del verismo musicale. Questo stile è caratterizzato da vicende tormentate e tragiche, ambientate fra i ceti più poveri dello società, e da un tipo di canto molto drammatico.