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LAS MENINAS – Rodriguez De Silva y Diego Velázquez

LAS MENINAS (1656)
Rodriguez De Silva y Diego Velázquez (1599 – 1660)
Museo del Prado di Madrid
Tela cm. 318 x 276

 

Nel percorso stilistico di Velázquez questo grande capolavoro rappresenta un punto di arrivo, l’apice di una carriera vissuta con costanza e coerenza.
La sensibilità cromatica, i virtuosismi luministici, l’abilità nel legare i personaggi all’ambiente, sono tutte caratteristiche della pittura di Velázquez che qui trovano la sublimazione.
Ciò che colpisce a prima vista è la perfetta illusione spaziale che l’artista ha saputo creare: ogni cosa, ogni personaggio, dalla tela alle damigelle, ha una precisa collocazione e una funzione all’interno della stanza.
La scena che si svolge di fronte a noi può essere paragonata a una messinscena teatrale: infatti assistiamo veramente ad una finzione, a un gioco in cui le damigelle e il pittore stesso sembrano presentarsi ai nostri occhi per fare bela figura di se, mentre sono volti verso la coppia reale che è posta al di là dello spettatore stesso.
Infatti se osserviamo attentamente la parete di fondo, vediamo che quello posto accanto alla porta non è un normale quadro, bensì uno specchio che rivela la presenza del re e della consorte (da questo espediente ha tratto ispirazione Dario Argento per una scena del suo film “Profondo rosso”).
Dunque lo spettatore resta intrappolato nella stanza tra i regnanti e le damigelle, oppure può illudersi, identificandosi con i veri protagonisti del quadro.

Comunque sia, guardando questo quadro veniamo coinvolti in uno scherzo maliziosamente affascinante.
Come su un palcoscenico ciascun personaggio è colto con naturalezza mentre si sta muovendo: il pittore sta per intingere il pennello sulla tavolozza e intanto si sporge a dare l’ultima sbirciatina ai soggetti, il personaggio in fondo alla sala sta scendendo le scale, una damigella si inchina al fianco dell’infanta Margarita, mentre quella più alta sembra sporgersi in avanti un po’ incuriosita; dietro, due personaggi stano parlottando, mentre all’estrema destra un nanetto stuzzica col piede il cane, l’unica creatura immobile della scena.
Sembra che Velázquez voglia sottolineare questo palpito di vita che attraversa la stanza.
Infine non resta che godere le calde tonalità con cui il pittore accenna al movimento della mano del nanetto di destra, della preziosa luminosità della veste della piccola Margarita.

La tela dipinta nel 1656 ha rivelato in seguito ad accurate indagini molteplici ripensamenti.
Sicuramente ritoccata quando l’artista ricevette la croce rossa di Santiago che vediamo spiccare sul petto del suo autoritratto a sinistra.
Nel 1734 fu danneggiata da un incendio e fu restaurata.
Dal 1818 l’opera si trova al Museo del Prado di Madrid, dove compare nell’inventario del 1843 con il titolo LAS MENINAS (Le damigelle d’onore) che sostituisce quello dato nel 1666 dall’allievo di Velázquez J.B. Del Mazo nell’inventario del Palazzo Reale di Madrid… IL QUADRO DI FAMIGLIA.

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L’IDENTITÀ DEI PERSONAGGI RITRATTI

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I personaggi ritratti in questa grande tela sono stati tutti identificati.
Oltre all’autoritratto dell’artista (forse l’unico che Velázquez abbia lasciato), vediamo a sinistra doña Maria Augustina de Sarmento, l’infanta Margarita, doña Isabel de Velasco, la nana Mari-Bàrbola e il nano Nicolasito Pertusato; dietro di loro doña Marcela de Ulloa, che era addetta al servizio delle damigelle e Diego de Ruiz de Azcona; infine il personaggio in lontananza è José Nieto Velázquez , maresciallo di palazzo.

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