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RESTAURAZIONE INGLESE – ENGLISH RESTORATION

Carlo II d’inghilterra

RESTAURAZIONE INGLESE

IL BAROCCO: 1620-1750

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Nel 1550, con la fine dell’esilio di Carlo II, i compositori inglesi poterono sviluppare nuove idee musicali. Il deposto regime di Cromwell aveva imposto severe misure ai musicisti (arrivando a bandire la musica religiosa), anche se aveva creato le premesse per la nascita dell’opera e della musica per orchestra.
Con la Restaurazione della monarchia inglese, i compositori dovevano celebrare la forza e la gloria del re e della chiesa anglicana. La liturgia ecclesiastica veniva cantata in inglese da voci soliste, in modo da rendere il testo comprensibile a tutti.
Matthew Locke (1622 -1677) e John Blow (1649-1708) furono maestri dell’ode (una cantata celebrativa), e dell’anthem.
Locke scrisse il famoso anthem ‘Be Thou exalted Lord’ come ringraziamento per la vittoria inglese sugli olandesi nella guerra del 1666, mentre nel masque ‘Cupid and Death’ sviluppò le potenzialità del recitativo, creando una moda che molti altri seguirono.
Blow è famoso anche per la sua piccola opera Venere e Didone (1682), dove compariva tra le interpreti una amante del re. Tra le altre opere di questo compositore è famoso l’anthem  ‘God spake sometime in visions’, scritto per l’incoronazione di Giacomo II.

Henry Purcell (1659-1695) sarebbe stato un grande maestro barocco se solo fosse vissuto più a lungo. Nonostante la brevità della sua vita, infatti, le sue composizioni spiccano nel panorama musicale dell’epoca. Cantore della cappella reale diretta da Locke, gli succedette nel 1677 come ‘compositore per i violini del re’. Le sue composizioni sono una serie di fantasie per viola, alcune melodie popolari, odi, pezzi cameristici e anthem, come My heart is inditing of a good matter, scritto per l’incoronazione di Giacomo II nel 1685. La sua sola opera lirica è Dido and Aeneas, basata sul racconto dell’eroe troiano Enea e del suo amore per la regina Didone, che abbandonata si ucciderà. Il lamento di Didone, con la straziante ripetizione dell’invocazione Remember me (‘Ricordati di me’) è uno dei momenti più toccanti dell’opera. Purcell collaborò a lungo con il poeta J. Dryden, creando altre opere tra cui King Arthur.

LA SOCIETÀ DEL TEMPO

In occasione della festa di Santa Cecilia, i compositori inglesi scrivevano un’ode a lei dedicata. La brillante Hail bright Cecilia! di Purcell fu talmente gradita al pubblico che vennero richiesti subito molti bis.
Carlo II aveva trascorso il periodo dell’esilio presso la corte di Luigi XIV ed amava a tal punto la musica europea da inviare il suo direttore del coro, Pelham Humfrey, a studiare in Francia e in Italia
Durante il periodo della Restaurazione, la reintroduzione della musica nelle funzioni liturgiche della chiesa anglicana divise l’opinione pubblica. Nel 1622, un cronista che aveva partecipato ad una funzione nella cappella reale scrisse che aveva ascoltato “Una sinfonia tra ciascun verso dell’Inno, ma la musica era più piena di quanto non lo fosse stata l’ultima domenica, e di musica bellissima si trattava”.
Un altro cronista invece, giudicò tali esecuzioni “Più degne di una taverna o di una bisca che non di una chiesa”.