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L’ESTASI DI SAN PAOLO (The Ecstasy of Saint Paul) – Nicolas POUSSIN

L’ESTASI DI SAN PAOLO (1649 – 1650)
Nicolas POUSSIN (1594 – 1665)
Museo del Louvre a Parigi
Olio su tela cm. 148 x 120

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“L’Estasi di San Paolo” fu un tema assai sfruttato nel corso del XVII secolo grazie al consenso della Chiesa controriformista.
Esso deriva dall’Epistola dei Corinzi (XII, 1-3) che recita testualmente…
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“Conosco un uomo in Cristo che (…) fu rapito fino al terzo cielo (…) e udì parole indicibili che non è lecito alcuno pronunciare”.
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La complessa scena si svolge in un ambiente definito da dei pilastri classicheggianti, che si apre ad un ampio paesaggio, e ritrae il trasporto del corpo di San Paolo.
Sulla balaustra sono appoggiati una spada e un libro, che alludono all’attività del committente, Paul Scarron, celebre commediografo francese.
Gli angeli che accolgono fra le braccia il corpo del Santo sono tre, secondo quanto previsto dall’iconografia sacra in riferimento al terzo cielo.
Una versione semplificata de “L’Estasi di San Paolo” si trova al John and Mable Ringling Museum of Art di Sarasota, eseguita da Poussin nel 1643 per Paul Fréart de Chantelou.
Per ambedue le opere, il riferimento iconografico dell’artista fu “La Visione di Ezechiele” di Raffaello, (“La Visione di Ezechiele” – Raffaello – Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti)….dal 1589 esposta agli Uffizi, dove probabilmente Poussin l’ammirò durante un suo soggiorno fiorentino.
Benché Poussin vivesse stabilmente a Roma, i suoi rapporti con la Francia, da dove riceveva continue commissioni, non erano mutati.
Egli continuava a seguire anche gli avvenimenti culturali che si svolgevano in patria, e conosceva le commedie di Paul Scarron, che disprezzava.
Così quando il commediografo gli commissionò “L’Estasi di San Paolo”, l’artista decise di accettare l’incarico giusto per dargli una lezione di gusto e dignità.
Successivamente la tela passò nella collezione del banchiere Jabach, quindi in quella del cardinale Richelieu, ed infine, nel 1665, approdò nelle Raccolte Reali e fu quindi esposta al Louvre.