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ESTATE (Summer) – Claude Monet

ESTATE (1874)
Claude Monet (1840 – 1926)
Nationalgalerie – Berlino
Tavola cm. 57 x 80

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L’estate sembra aver catturato il prezioso quanto rapido respiro della brezza di un caldo pomeriggio estivo; al passaggio del vento si piegano i pioppi e ondeggiano le spighe dorate, e allo stesso tempo si rovescia l’ombrellino verde della ragazza seduta sull’erba, appena accennata.

Tutta la composizione è investita dalla calda unità totale dorata che, promanata dal campo illuminato dal sole, abbraccia ogni organismo, ciascun frammento della natura.
Al tono radioso del giallo fa riscontro la tonalità più fredda, tra il verde e il grigio, dell’ombra in primo piano, proiettata da una nube o da un albero, fonte posta al riparo dallo sguardo indiscreto dello spettatore; uno stratagemma questo che rimanda all’esterno del dipinto, come se il pittore volesse giocare sulla illusiva omogeneità tra lo spazio reale e lo spazio rappresentato, affermando le intenzioni naturalistiche di Monet e degli impressionisti più in generale, che coinvolgono così sia sentimentalmente che sensibilmente lo spettatore.

Lo spazio è organizzato su piani orizzontali paralleli, interrotto dalle verticali degli alberi che si stagliano contro il cielo, spezzando così la disposizione stratificata delle fasce di colore.
Il pioppo in primo piano, spoglio ed esile, che sembra ergersi con fatica verso il cielo, mostra nella modulazione cromatica e nella struttura, timido testimone della conoscenza dell’arte orientale di cui l’artista sarà un appassionato estimatore, una forza lirica autentica e pregnante.
Bastano brani come questi, tanto altamente rappresentativi, a giustificare la definizione di capolavoro.

L’opera fu dipinta nell’estate del 1874, molto probabilmente nei dintorni di Argenteuil.
Appartenuta a Berte Morisot, a Renoir e a Sisley, artisti che gareggiarono nel mostrarsi solidali nei confronti del loro amico in gravi crisi economica, l’ESTATE fu messa all’asta presso l’Hotel Druot di Parigi il 24 marzo 1875 e qui acquistata dal celebre cantante e compositore J. B. Faure, collezionista degli impressionisti.
Rimessa sul mercato dell’arte nel 1906 era nella galleria di Paul Durand-Ruel; attualmente appartiene alle collezioni statali di Berlino.

I DIPINTI DEL 1874

Come scriveva J. Leymarie sul suo libro L’IMPRESSIONNISME pubblicato nel 1959, il periodo compreso tra il 1870 e il 1888, trascorso da Monet a Argenteuil fu per la sua carriera…

“…il più glorioso dell’Impressionismo… L’amicizia, la fiducia da cui si sente circondato in campo artistico, l’eccitazione per la scoperta portano Monet al suo pieno fulgore… Senza abbandonare del tutto la figura e le scene d’interni, di cui abbiamo notevoli esempi datati 1874, l’artista sembra trovare nel paesaggio la sua naturale vocazione espressiva”.

Claude Monet accentua e scompone il colore puro con un’arditezza senza pari, non solo per esaltare la superficie della tela, massima preoccupazione del pittore, ma anche per esprimere concretamente la trasparenza e la vibrazione dello spazio, il luminoso sorgere del sole, il moto della luce che è la festa e la vita eterna della natura.

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