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MADONNA DELL’EUCARESTIA – Sandro Botticelli

MADONNA DELL’EUCARESTIA (1470-1472 circa)
Sandro Botticelli (1445-1510)
Isabella Stewart Gardner Museum – Boston
Tavola cm. 85 x 64,5

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Il titolo con cui l’opera è nota trova riscontro nell’originale presenza della composizione di uva e spighe di grano, simboli appunto dell’Eucarestia, che l’angelo porge alla Vergine e che essa accoglie mesta.
La scena si svolge in uno spazio semi-aperto definito prospetticamente da un’alta balaustra marmorea posta contro il cielo azzurrino ed aperta al centro da una finestra su un o sfondo di paese; questo è analiticamente descritto dall’artista nelle dolci colline, nelle anse del fiume, negli esili alberelli e nei radi edifici.
Le figure sono rappresentate con un taglio ravvicinato che ce le mostra quasi per intero occupando con i loro corpi eleganti ma vigorosamente torniti tutto il piano della scena: la Madonna assorta e meditabonda, il rotondo bambino raccolto nel suo grembo e il bell’angelo, ricciuto ed elegante come un paggio quattrocentesco che offre i suoi servigi, quasi sospeso fra un’espressione pensosa ed il sorriso “verrocchiesco” che inclina l’angolo della bocca.
Così la composizione, se è certo debitrice dell’iconografia del Lippi nella MADONNA COL BAMBINO E ANGELI degli Uffizi a Firenze, mostra anche un aggiornamento sulle ricerche della bottega verrocchiesco nella complessità prospettica e compositiva, con esiti che ricordano anche le ricerche del giovane Leonardo.

Non conosciamo l’originaria collocazione dell’opera che sappiamo proveniente dalla Collezione Chigi di Roma dove rimase fino al 1899 e della quale il dipinto conserva sul retro uno stemma.

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LA DISPERSIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO NELL’OTTOCENTO 

 

L’esportazione di un’opera importante come la MADONNA DELL’EUCARESTIA non fu un episodio isolato, anzi, nonostante il patrimonio artistico italiano fosse tutelato da rigide leggi, nel corso dell’Ottocento molte collezioni vennero vendute all’estero.
Il caso più clamoroso fu senz’altro la svendita della famosa collezione Campana di Roma che comprendeva pregiate sculture e maioliche rinascimentali; dopo l’arresto nel 1857 del marchese Giampietro campana per bancarotta fraudolenta, la sua collezione venne sequestrata dallo Stato Pontificio che in parte la rivendette allo zar di Russia… (…) …

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