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MADONNA COL BAMBINO (Virgin and Child) – Giovanni Bellini

MADONNA COL BAMBINO (1470 circa)
Giovanni Bellini (1429-1507)
Accademia di Brera – Milano
Tavola cm. 82 x 62

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Il lungo percorso artistico di Giovanni Bellini, attivo in tutta la seconda metà del Quattrocento fino al primo decennio del secolo successivo, è accompagnato dalla vasta e celebre produzione di “Madonne col Bambino”, che costituiscono uno dei caratteri peculiari dell’artista e che lo collegano ad un genere assai popolare della pittura veneziana, quello dei cosiddetti “madonnari”.
La tavola di Brera è uno degli esempi più noti e forse tra i più alti di questo tipo di produzione, di cui il pittore seppe dare varie ed originali interpretazioni; tratto caratteristico di questo genere è la calma, serena pacatezza della raffigurazione che ben rispecchia l’equilibrio interiore di un artista teso, nel suo lungo percorso creativo, ad un continuo rinnovamento.
In quest’opera si scorgono alcune influenze dello stile pittorico anteriore, ad esempio nel manto della Vergine, sollevato sulla spalla come nelle raffigurazioni bizantine, e nelle pieghe della veste, evidenziate da pennellate chiare che ne ravvivano la luminosità.
Il fondo, ora di una tonalità viola scuro, nasconde il cielo precedentemente dipinto sull’originale in oro.
Sono ancora distinguibili sullo sfondo le lettere, in rosso, di un’iscrizione greca che rimanda anch’essa alla tradizione bizantina.
La MADONNA di Brera, leggermente piegata verso il bimbo che stringe teneramente al suo seno, propone un’impostazione iconografica assai vicina a quella della MADONNA COL BAMBINO della National Gallery di Washington e come questo dipinto, probabilmente coevo, sembra dimostrare nelle forme arrotondate delle figure e dei volti l’evoluzione di Bellini verso un’espressività meno incisiva e nervosa, tipica delle opere giovanili, derivante dalla sua formazione padovana, e dall’influenza di Andrea Mantenga, suo cognato; questa tensione lineare non corrispondeva tuttavia al temperamento lirico dell’artista che sentiva forte attrazione per i colori e la luce.Il dipinto, giunto a Brera nel 1808, proviene dall’Ufficio dei Regolatori alla Scrittura del Palazzo Ducale di Venezia.
L’opera è più comunemente ricordata con il nome di MADONNA GRECA per la presenza, sullo sfondo del dipinto, nella parte superiore, di alcune lettere greche.
La MADONNA COL BAMBINO, ritenuta concordemente opera di Giovanni Bellini, è stata variamente datata tra il 1460 e il 1475.

BELLINI E LA PITTURA VENEZIANA

Il clima artistico veneziano del XV secolo è fortemente ancorato alla tradizione bizantina, caratterizzata dalla rigidità delle forme e dalla raffigurazione frontale delle figure, quasi appartenenti a un mondo superiore, ben lontano dalla realtà quotidiana.
Nella seconda metà del XV secolo, grazie all’influenza di Bellini e alla presenza a Venezia di Antonello da Messina (pala di San Cassiano, 1475-1476), la pittura veneziana si evolve verso una nuova forma espressiva che favorisce la luminosità dei toni, a scapito della precisione del disegno, e che si espande grazie ad una tecnica ormai più libera.
L’uso delle pitture ad olio, introdotto dai pittori fiamminghi durante questo secolo, ha giocato un ruolo determinante in questa evoluzione.
Venezia conserva numerose testimonianze di tavole importate dai Pesi Bassi e il colore luminoso di questi dipinti ha senz’altro incitato Giovanni Bellini a sperimentare la nuova tecnica.
Ma è stato soprattutto il contatto con Antonello da Messina, che utilizzava anch’egli la pittura ad olio, a consentirgli di raggiungere tanta maestria nell’uso di questa nuova tecnica.
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