Crea sito

LA SPEDIZIONE DELL’ENDEAVOUR – JAMES COOK – The Endeavor expedition

Donne di Tahiti sulla spiaggia (1891) Paul Gauguin

LA SPEDIZIONE DELL’ENDEAVOUR 

JAMES COOK 

James Cook aveva ricevuto nel 1767 dalla Reale Società Geografica di Londra l’incarico di raggiungere l’isola di Giorgio III (dagli indigeni detta O-thaiti) nel Sud Pacifico ove un gruppo di scienziati avrebbe osservato nelle migliori condizioni il passaggio del pianeta Venere e un’eclissi solare; per raggiungere lo scopo di questa missione, James Cook partì da Londra il 13 agosto 1768 al comando dell’Endeayour di 368 tonnellate. Tra gli scienziati imbarcati vi era l’astronomo Charles Green, il naturalista Joseph Banks e il dottor Solander; a loro s’aggiungevano anche dei disegnatori.
Durante i mesi di agosto e settembre ed ottobre, L’Endeavour scese lungo la costa del Sud America, si fermò a Rio de Janeiro in dicembre, poi, lasciato il Brasile, riprese a puntare al sud. In gennaio a bordo si cominciarono a sentire i primi freddi dell’Antartico, e quando il freddo aumentò (come scrisse Cook nel suo giornale), venne dato l’ordine di distribuire all’equipaggio “un saione magellanico formato di folta lana e grandi calzoni”.
L’Endeavour – al largo della Terra del Fuoco – dovette sopportare tempeste violentissime. L’equipaggio soffrì un freddo tanto intenso che un timoniere ebbe tre dita della mano destra congelate. Molte vele vennero strappate dalla forza del vento. Ma, alla fine, la costanza e la tenacia di tutti e la perizia di Cook ebbero ragione di tanta forza scatenata e il 23 gennaio del 1769 l’Endeavour, doppiata l’estrema punta meridionale dell’America, entrò nell’Oceano Pacifico. Dopo un mese e mezzo di mare aperto, il 4 marzo venne avvistata a dritta una piccola isola disabitata; poi, il 10 marzo, apparve all’orizzonte la massa bluastra di una terra, alta sull’oceano, le cui cime montagnose sparivano in una foschia impalpabile: I’Endeavour era finalmente giunta all’isola verso la quale, da tanto tempo, la sua prua si era volta, attraverso due oceani: Tahiti.
Il 12 marzo 1769 Cook scrive sul suo Diario:
“Molte piroghe partirono da Tahiti. Queste si accostarono a noi: ma gli isolani che ne erano portati non vollero nel momento venire a bordo. Essi ci presentarono prima dei giovani rami d’un albero da loro chiamato é mìdho, pegno di pace e di amicizia che ne arrecavano. Ci fecero altri segnali che nell’istante non furono compresi: ma credemmo ch’essi esprimessero il desiderio che i suddetti rami fossero da noi posti in vista sul vascello; di fatto vennero infissi fra i nostri attrezzi, e dal contegno che gli Indiani dimostravano vedemmo che non ci eravamo ingannati. Furono da noi comprate le loro frutta, e navigando a basse vele venne a gettar l’ancora nella baia di Porto Reale, ch’essi chiamano Matavai”.
.
.
.