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LA REPUBBLICA SOCIALISTA MANTOVANA – Rinaldo Salvadori

LA REPUBBLICA SOCIALISTA MANTOVANA

Rinaldo Salvadori

Recensione

Rinaldo Salvadori, noto e quotato studioso di storia mantovana, con particolare riguardo al movimento operaio e socialista, parte in quest’opera dai fermenti popolari che furono presenti nella cospirazione mazziniana stroncata dalla ferocia austriaca sugli spalti di Belfiore.

Non tardò Mantova, più tardi, a partecipare al moto internazionalista…, venticinque furono i mantovani reduci dai Vosgi e parecchi di essi si inserirono nella Giovane Democrazia, il cui gruppo più vivace faceva capo a La Favilla, diretta dal professor Paride Suzzara Verdi, che aderì alla fine del 1871 all’Internazionale, offrendo il giornale come organo ufficiale del movimento su piano nazionale.

Nel 1882 inizia nelle campagne l’agitazione che sfocerà, due anni dopo, nel moto de’ la Boje, che interessa buona parte della Val Padana e per stimoli diversi si propaga dai focolari iniziali con rapidità sorprendente.
Nel quadro storico dello sviluppo del socialismo nella regione, emergono dalle pagine del Salvadori personalità di primo piano, note a Mantova, o che esplicarono la loro azione nel mantovano, da quelle che solo indirettamente e sotto qualche aspetto furono influenzate dal socialismo, come Roberto Ardigò, famoso nella storia del positivismo, da socialisti che ricordiamo per il loro apporto negativo, dal Loria al Ferri, a socialisti che dettero tutto il loro contributo positivo, da Osvaldo Gnocchi Viani, il promotore della Camera del Lavoro e Giuseppe Scalarini, che con l’arma della caricatura combatté dalle colonne dell’Avanti!

Ogni personalità è collocata, con proprietà e con accenno storiografico, nell’ambiente politico e sociale del suo tempo, così da figurare come elemento della storia di una regione tra quelle che particolarmente attive sono state, ora in senso positivo…, ora in senso negativo, nel movimento socialista italiano.
Particolarmente interessante è l’esame del comportamento del socialismo mantovano di fronte al fascismo, quando pur numerosi e solidi organismi proletari non riuscirono a trovare il mezzo per fronteggiare la violenza fascista, mentre i popolari della regione restavano indifferenti di fronte alle spedizioni fasciste contro i socialisti.

Solo più tardi, sotto il regime, i lavoratori mantovani iniziavano una seria resistenza attraverso la penetrazione nei sindacati fascisti.



Voto

5/5

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