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VIAGGIO IN ITALIA (Goethe’s Travels in Italy) – Johann Wolfganf Goethe

VIAGGIO IN ITALIA

Il “Viaggio in Italia” è un’opera composita, che non trae origine da un manoscritto unitario, nei modi e nei tempi di stesura, bensì da materiale eterogeneo, sparso, e da occasioni di scrittura assai diverse tra loro. Goethe si mise a lavorare su questo testo in età matura (1813-17) e a distanza di circa trentanni dall’epoca del viaggio (1786-88…, lo scrittore aveva allora 37 anni).

Alla tripartizione dell’opera corrispondono tre fasi del soggiorno italiano e altrettante caratteristiche di composizione e struttura.

Il 3 settembre 1786, interrompendo le cure termali a Karlsbad, Goethe partì improvvisamente per l’Italia, “all’insaputa d tutti”.

Fuggiva la vita di corte, alla quale aveva finito per sentirsi estraneo, e i faticosi, opprimenti impegni politici e affari di stato, che lo distraevano dalla letteratura. L’Italia era un sogno antico, giovanile, inseguito attraverso le rievocazioni del viaggio compiuto dal padre e le stampe che questi aveva portato con sé. In Italia Goethe avrebbe ripercorso le tracce autentiche e concrete di quell’arte classica, di cui possedeva già la chiave di lettura attraverso il Winckelmann. Egli dunque partì, portandosi la sua “Ifigenia”, come “compagna di viaggio” alla quale avrebbe dedicato le pause riflessive delle sue intense giornate.

Dal novembre 1786 al febbraio 1787, dopo alcune tappe a Verona, Vicenza, Padova, Venezia (dove sostò due settimane), passando attraverso la pianura lombarda (da Ferrara a Bologna) e toccando appena Firenze, perugina, Assisi, lo scrittore si fermò a Roma (abitava al n° 18 del Corso). Qui si legò d’amicizia con Maddalena Riggi, la “bella milanese”, frequentò l’ambiente degli artisti tedeschi (i pittori Tischbein e Hackert, Bury, Angelica Kauffmann, e tra gli italiani l’incisore Volpato), immergendosi attivamente nella grande scuola delle arti figurative antiche. Il suo progetto di pittore e disegnatore non se ne avvantaggio di molto…, più netti e più chiari ne uscirono invece i suoi tratti stilistico-letterari (durante il secondo soggiorno, in particolare, quando completò il “Tasso” e l”Egmont”, e arricchì l’abbozzo del “Faust”). Testimonianza di questa prima parte del viaggio sono le pagine diaristiche e le lettere inviate soprattutto all’amica von Stein, ma anche a Herder, al duca di Weimar, a vari conoscenti.

Dal 25 febbraio al 6 giugno 1787, con la seconda parte del viaggio Goethe si spinse a Napoli e in Sicilia. E’ proprio al sud, dove il contato con la gente, con il popolo, si fece più diretto e immediato, che le pagine del diario (bruciato dopo la stesura del “Viaggio”) e le lettere dell’amico Herder mostrano una vivacità che riflette, facendola propria, l’anima del meridione. Non mancano tuttavia i personaggi illustri di un cenacolo colto e aristocratico, di cui il pittore Hackert ancora, la “Principessina”, Lord Hamilton, Lady Emma e Gaetano Filangieri sono solo alcuni nomi.

Questi primi due volumi del “Viaggio in Italia” apparvero rispettivamente nel 1816 e 1817…, il terzo fu scritto in quegli anni, ma pubblicato soltanto nel ’29. Più frammentario e discontinuo, abbraccia tutto il periodo della seconda dimora a Roma, dal giugno 1787 al 22 aprile 1788, attraverso un collage un po’ improvvisato di lettere inviate e ricevute, brani già pubblicati e pezzi integrativi posteriori…, gli uni e gli altri giustapposti e non completamente rifiniti.

Quindi preferisco circoscrivere la mia scelta di lettura nelle pagine del secondo volume, VIAGGIO IN ITALIA il migliore. In esse l’animazione delle giornate pre-estive napoletane è riflessa, con magistrale vivacità, nello stile narrativo. Tutto, del paesaggio e della popolazione, attira lo sguardo di Goethe, che registra e analizza…, eppure, di quella fusione certamente non facile tra l’immediatezza dell’annotare e la lentezza deformante della memoria, nulla di affaticato è rimasto nel tono della stesura definitiva. Sullo sfondo il Vesuvio, presenza costante, assimila a sé i momenti diversi di ogni episodio o incontro (se leggete queste pagine, noterete l’efficacia con cui fissa e inquadra lo spettacolo notturno incandescente, nel quale domina in primo piano il volto della duchessa – Sabato, 2 giugno 1787).

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