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D – ERBE MEDICINALI – FITOTERAPIA

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D – ERBE MEDICINALI – FITOTERAPIA

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DENTE DI LEONE (VEDI SCHEDA) Tutti conoscono questo affascinante e invadente cugino della cicoria e della margherita per averne mangiato le foglie (dentate come le fauci di un leone), per averne raccolto i fiori giallo dorati, per averne succhiato il lattice amaro o per averne soffiato i semi ai quattro venti.  Il dente di leone, detto anche tarassaco, svolge un’azione molteplice e perfettamente coordinata su tutti gli organi. Prima di tutto favorisce la digestione, agisce sul funzionamento dello stomaco, stimola le secrezioni del fegato, del pancreas dell’intestino. Si affideranno alle virtù del dente di leone tutti coloro che soffrono di itterizia, coliche epaticheinsufficienza epatica (con gli annessi disturbi: dermatosieczemi, irritazioni della pelle, ecc.), quanti sono vittime di un intestino pigro, gli stitici, gli individui soggetti a coliche e persino i diabetici. Il dente di leone, inoltre, è tonico, depurativo, lassativo, stimolante e antiscorbutico. È anche diuretico e, per uso esterno, cura benissimo le infiammazioni, le ulcerazioni e le malattie della pelle.

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DIGITALE – Quest’erba velenosa è anche detta Digitalis purpurea. Cresce sulle nostre montagne, il fusto è alto circa un metro, mentre le foglie direttamente impiantate su di esso sono verde scuro, pelose e seghettate. Termina con una lunga spiga di fiori di un bel colore porporino che si trasformano in frutti a forma di piccole capsule.
Se ne raccolgono le foglie e i fiori in agosto e in settembre, e se ne isolano i molti principi attivi, tra cui la digitalina, tutti utili come cardiotonici e diuretici.
Agisce sul sistema cardiovascolare perché diminuisce il numero delle contrazioni e aumenta la pressione arteriosa.
Deve essere usata sotto prescrizione medica perché pericolosissima per il suo veleno.
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DRAGONCELLO (VEDI SCHEDA) Appartiene alla famiglia delle Composite, come il dente di leone e la margherita, ma essendo un’artemisia, appartiene allo stesso genere dell’assenzio. Raggiunge più di un metro di altezza e si riconosce dalle belle foglie di un verde intenso e dai piccolissimi fiori riuniti in infiorescenze sferiche. Raccomando questa pianta in particolar modo per le sue virtù stimolanti dell’appetito e benefattrici dell’apparato digerente. Ha il merito di ridare l’appetito ai deboli, ai convalescenti, ai neurotici, agli angosciosi e ai nevrastenici. Combatte le digestioni difficili, i gonfiori, l’acidità di stomaco, l’aerofagia e le fermentazioni intestinali. Inoltre è diuretico (utile nei casi di gotta, reumatismi, ritenzione delle urine, cattivo funzionamento dei reni e della vescica). È particolarmente attivo per curare i reumatismi e le artrosi degli anziani. Ha la virtù di regolarizzare le mestruazioni; è vermifugo, lenisce i dolori ed è particolarmente raccomandabile per alleviare il mal di denti.
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DULCAMARA – Appartiene alla famiglia delle Solanacee ed è un’erba comune in tutta Italia, dove cresce lungo le siepi, i cespugli e nei boschi.
Ha un fusto legnoso piuttosto alto, mentre le foglie sono piccole, verde scuro e piuttosto rade. Il frutto è una bacca rosso scarlatta, che è velenosa e quindi deve essere tenuta in disparte.
Contiene un principio attivo, detto solanina. Ha un odore nauseante ed un sapore in un primo tempo dolce poi amaro.
Le sue virtù medicinali sono essenzialmente di lavaggio dei reni, sudorifere e quindi depurative. Viene perciò indicata nelle forme di catarri bronchiali, contro l’artrite, i reumatismi, nella gotta, e come curativo della pelle negli eczemi, erpeti e come schiarente delle lentiggini.

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DENTE DI LEONE o TARASSACO

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ERBE MEDICINALI – FITOTERAPIA (INTRODUZIONE)

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ERBE MEDICINALI – FITOTERAPIA

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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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NB Le mie indicazioni non intendono in alcun modo sostituirsi al parere di medici o di altre figure sanitarie preposte alla corretta interpretazione dei sintomi. Le informazioni contenute in questa pagina sono presentate a solo scopo informativo.