INVENZIONI E SCOPERTE

LA SITUAZIONE ECONOMICA E TECNOLOGICA DELL’EUROPA E DELL’ITALIA NEL CORSO DEL SECOLO XIX

All’evoluzione storica del secolo XIX viene recato un contributo notevolissimo dai progressi della tecnica, cioè di quell’applicazione pratica dei risultati della scienza alle esigenze della vita economica, che forma uno degli aspetti caratteristici dei tempi moderni in confronto ai secoli precedenti.

Uno dei progressi più stupefacenti è quello compiuto dalle comunicazioni. Il miglioramento della rete stradale europea, realizzato da Napoleone già aveva permesso un’organizzazione di trasporti a cavalli, con servizi di diligenze regolari, incomparabilmente più comodi e veloci che nei secoli precedenti.

Ferrovie a vapore

Ma tutto questo impallidisce davanti alla grande invenzione rivoluzionaria del secolo: la ferrovia a vapore. Già nel 1825, per opera di un geniale inventore inglese, George Stephenson (Wylam, 9 giugno 1781 – Chesterfield, 12 agosto 1848), si inaugura il primo tronco ferroviario da Stockton a Darlington.

La diffidenza dei tradizionalisti e le gravi difficoltà tecniche rendono assai penosi i primi passi del nuovo sistema di trasporti.  Ma a poco a poco la ferrovia si afferma, prima in Inghilterra, dove è più ardita l’iniziativa economica e più aperta la mentalità dei possessori di capitali, poi man mano sul resto del continente europeo.

Nel 1830 esistono solo 195 Km. di linee ferroviarie, di cui 91 in Inghilterra, 66 negli Stati Uniti, 38 in Francia. Nel 1840 ne esistono già 7.712; nel 1850, 38.092.

La navigazione a vapore

Contemporaneamente, dalle navi a vela, sempre più complesse e perfezionate, si è passati con l’mvenzione di Robert Fulton (Little Britain, 14 novembre 1765 – New York, 24 febbraio 1815) , alla navigazione a vapore, che man mano si evolve con piroscafi a ruota. Linee di navigazione per passeggeri e per merci, già intorno al 1849, collegano i Paesi europei con le Americhe e con gli altri continenti. Le ripercussioni dei nuovi sistemi di trasporto sulle abitudini di vita e sull’economia dei popoli d’America e d’Europa sono incommensurabili. Lo scambio di merci si centuplica, dissipando l’antico incubo delle carestie e della fame, gravante fino ad ieri sui popoli europei.

La posta

La posta assume uno sviluppo mai prima pensato, agevolata da quel minuscolo, ma geniale ritrovato che è il francobollo dell’inglese Rowland Hill (1840). Per la produzione delle verghe per i binari ferroviari, delle locomotive, dei vagoni, delle macchine, per l’industria tessile e l’agricoltura si rende necessario lo sviluppo di tutta una poderosa industria“ pesante, siderurgica e meccanica. Paesi prima separati da lunghe giornate di viaggio a cavallo, si ravvicinano e fanno sentire come anacronistici i confini politici e le barriere doganali che li separano. In non pochi Paesi dell’Europa, come l’Italia e la Germania, introdurre la ferrovia al posto delle diligenze a cavallo equivale ad una battaglia per l’unificazione politica ed economica della nazione.

Il telegrafo

Né il processo tecnico si arresta alla costruzione delle ferrovie o dei battelli a vapore. Dal Volta in poi, l’elettricità, grazie agli sforzi di moltissimi scienziati, come l’inglese Faraday od il francese Ampère, ha fatto passi cospicui e rende possibile l’applicazione al campo delle comunicazioni del telegrafo elettrico dell‘americano Morse (1844). In Francia il Daguèrre risolve l’arduo problema della fotografia, col suo dagherrotipo (1839). La uggiosa tenebra notturna delle grandi città comincia a rompersi con l’illuminazione a gas, applicata a Londra nel 1816 e successivamente a Berlino (1828), Parigi (1829) e Vienna (1833). .

I progressi dell’agricoltura

L’agricoltura era rimasta per secoli praticamente immobile, legata ai suoi sistemi tradizionali. Ma già al tempo delle guerre napoleoniche erano giunte nelle campagne europee le prime innovazioni, come l’introduzione della coltivazione della barbabietola da zucchero, per sostituire lo zucchero di canna, reso inaccessibile dal blocco imposto dall’Inghilterra.

Anche in seguito questo processo di evoluzione continua. Negli Stati Uniti; dove scarseggiano le braccia per il lavoro dei campi, si pensa per la prima volta ad introdurre anche nell’arìcoltura l’impiego di macchine er mietere, trebbiare, ecc. che man mano si fanno strada anche nel vecchio continente.

I progressi della chimica trasformano l’impiego delle concimazioni e permettono di moltiplicare la fertilità del suolo.
Irrigazioni, bonifiche, razionalizzazione della zootecnia e delle colture appassionano tutta l’Europa e la borghesia e gli intellettuali avvertono sempre più chiaramente che evoluzione politica e sociale procedono sulla stessa strada.

Sviluppo dell’industria

L’industria è però il campo che risente maggiormente la influenza dell’introduzione delle macchine e del progresso della tecnica; anche in questo campo l’Inghilterra è alla testa del progresso europeo. Come inglesi sono la maggior parte degli inventori, così spesso inglesi sono i capitalisti, che osano arrischiare ingenti fortune nello sfruttamento dei nuovi ritrovati tecnici.
Già alla fine del secolo XVIII, l’Inghilterra vanta grandi complessi industriali, fortemente meccanizzati, con impiego di migliaia di operai ed investimenti di potenti capitali azionari, tanto nelle tradizionali. industrie tessili della lana e del cotone, come nella grande industria tipica dell’età con temporanea: quella siderurgica e meccanica.,
Nel resto dell’Europa si è ancora assai arretrati: basti pensare che, alla metà del XIX secolo le officine Krupp di Essen, che dovranno diventare in seguito uno dei maggiori complessi industriali del mondo, non arrivano ad impiegare più di un paio di centinaia di operai.
Ma già l’industrializzazione guadagna terreno nella Francia e nel Belgio, nella Germania renana ed in Svizzera. Dovunque poi la comparsa delle ferrovie agisce come uno stimolo incomparabile sullo sviluppo dell’industria metallurgica e meccanica.

Le grandi banche

In genere lo sviluppo della meccanica, dell’industria, del commercio con la concentrazione di grandi capitali, necessaria per un’industria ed un’agricoltura di tipo moderno, favorisce in pari tempo lo sviluppo delle grandi banche di credito, che assurgono non di rado, anche sul terreno politico, alla funzione di vere e proprie potenze internazionali.

Non si può infatti dimenticare il peso politico esercitato dalla banca del Laffitte e di Casimir Périer, e soprattutto da quella famosa dei Rothschild, organizzata da cinque fratelli ebrei, con filiali a Londra, Vienna, Parigi, Napoli e Francoforte, incarnazione di quella specie di internazionale  dell’alta banca che si viene stabilendo in Europa, con l’infittirsi della trama degli affari tra un Paese ed un altro.

Situazione economica in Italia

Anche l’Italia intorno al 1840, conobbe una fase, anche se modesta, di risveglio economico, particolarmente nel Piemonte, nella Lombardia ed in Toscana. Il patriziato, colto e progressista di queste regioni si appassiona al miglioramento dell’agricoltura, studia i progressi compiuti da altri Paesi e promuove l’introduzione di macchine, interessandosi all’educazione dei contadini.

In Piemonte il re Carlo Alberto autorizza la costituzione di una “Associazione agraria”, ed in Toscana viene consentita la stampa di un “Giornale agrario”.  Lo stesso governo granducale, del resto, promuove la vasta bonifica della Maremma.

In testa ad ogni regione italiana resta però la Lombardia, la cui agricoltura assume ormai fisonomia capitalistica, affiancandosi a fiorenti industrie casearie e seriche.  Quanto mai arretrati si mantenevano invece il Mezzogiorno e lo Stato Pontificio, ad eccezione della zona adriatica. Del resto anche nelle parti più progredite della Penisola, il tenore di vita dei contadini si manteneva estremamente misero e talvolta tendeva anzi ad abbassarsi ulteriormente, con la formazione di un vasto proletariato agricolo, formato di braccianti e giornalieri, specie nella Valle Padana.

L’industria italiana si manteneva ancora ad un livello notevolmente più arretrato di quello inglese, e francese, per gli ostacoli che ad essa ponevano la mancanza di capitali, di mano d’opera specializzata e di tecnici, nonché la ristrettezza del mercato, causata dal frazionamento politico della Penisola.

Quasi sempre poi l‘industria italiana, piuttosto che arrivare alla formazione di un proletariato. industriale di tipo inglese e francese, continuava ad attingere la propria mano d’opera dalle campagne, remunerandola con salari molto bassi, servendosi del lavoro delle donne e dei bambini, senza che la legislazione intervenisse a mitigare gli inconvenienti che si verificavano.

Una certa ripresa aveva avuto comunque la tradizionale industria della seta in Toscana, in Lombardia e nel Casertano; opifici moderni stavano sorgendo per la tessitura del cotone, della lana e della carta.  .

Le ferrovie cominciavano a fare la loro comparsa con l’inaugurazione del tronco Napoli-Portici (1839), cui seguirono tronchi più estesi ed importanti nell’Italia settentrionale.

Conseguenza dell’introduzione delle ferrovie fu anche in Italia lo sviluppo di un’industria siderurgica e metallurgica, non di rado promossa da capitalisti stranieri. Sorsero ad esempio, in connessione con la costruzione della ferrovia tra Genova e Torino, attraverso l’Appennino Ligure, gli impianti metallurgici della società Taylor (1847) a Sampierdarena, primo nucleo della futura “Ansaldo”.

Navigazione mercantile

Ebbe sviluppo altresì la navigazione mercantile accompagnata dalla creazione di cantieri navali in Liguria ed a Napoli; già nel 1818 veniva varato a Napoli il primo piroscafo a vapore.  Si costituirono in seguito delle società per l’esercizio della navigazione, con linee transoceaniche verso l’America e l’Estremo Oriente, a Genova (Rubattino), a Palermo (Florio) e a Trieste.

Forte incremento ricevé il traffico nei diversi porti della Penisola ed in modo particolare in quello di Genova che da 350.000 tonnellate nel 1825 passava a due milioni nel 1861.

VEDI ANCHE . . .

INVENZIONI E SCOPERTE

INVENZIONE DELLA LAMPADINA

INVENZIONE DEL TELEFONO

SCIENZA E TECNICA DEL NOVECENTO

BIOLOGIA

ASTRONOMIA

STORIA DEL CALCOLATORE ELETTRONICO

L’AUTOMAZIONE

LA CIBERNETICA

LASER

ALTRE CONQUISTE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

GRANDI INVENTORI

A – B – CD – E – F – G – H – I – J – K – L – MN – O – PRST – U – VW – X – Y – Z

.