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VIAGGIO IN NIGERIA

Non è un semplice viaggio: è un’immersione travolgente nei ritmi e nei contrasti dell’Africa occidentale. Settimana scorsa ho chiuso la valigia a Milano lasciandomi alle spalle l’autunno per atterrare nel cuore pulsating del gigante africano. Questo è il racconto, giorno per giorno, del mio diario di viaggio in Nigeria, tra l’energia inesauribile di Lagos, la sacralità delle foreste di Osogbo e la maestosità della capitale Abuja.

GIORNO 1: L’impatto con Lagos – L’Isola di Victoria e la notte di Ikoyi

L’aria che mi investe non appena varco le porte dell’aeroporto internazionale Murtala Muhammed di Ikeja è un abbraccio denso, caldo, intriso di umidità e del profumo inconfondibile di benzina, spezie e terra battuta. È il respiro di Lagos, una metropoli da oltre venti milioni di anime che non dorme mai. Salgo sull’auto che mi porta verso il quartiere residenziale e finanziario di Victoria Island (VI), attraversando il Third Mainland Bridge: chilometri di asfalto sospesi sulla laguna mentre la città brilla sotto la luce dorata del primo pomeriggio.

Decido di iniziare il mio percorso con una passeggiata rilassante lungo la costa dell’Atlantico, presso la Tarkwa Bay Beach, una baia riparata e raggiungibile solo con un breve tragitto in “water taxi” dal molo di Victoria Island. Il contrasto tra l’oceano spumeggiante, la sabbia chiara e i grattacieli che si scorgono in lontananza è ipnotico. I giovani del posto surfano sulle onde, mentre i venditori ambulanti offrono noci di cocco fresche aperte con un colpo netto di machete.

Per la prima cena nigeriana, scelgo un ristorante tradizionale ad Ikoyi per assaggiare quello che tutti definiscono il re incontestabile delle tavole dell’Africa occidentale: il Jollof Rice. Quando il piatto arriva al tavolo, il suo colore rosso aranciato e il profumo affumicato aprono immediatamente l’appetito. Il riso è cucinato in un brodo concentrato di pomodoro, peperoni rossi (tatashe), cipolle e spezie, cotto tradizionalmente su legna per conferirgli la classica nota smoky. Viene servito accompagnato da Dodo (platano maturo fritto, tagliato a fette dorate e dolci) e una generosa porzione di Suya di manzo: sottilissime fettine di carne grigliate su spiedini e abbondantemente impanate nella Yaji, una miscela speziata a base di arachidi tostate e macinate, zenzero, peperoncino ed aglio. Il primo morso è un’esplosione di piccantezza bilanciata dalla dolcezza del platano fritto.

GIORNO 2: Arte, mercati e la leggenda di Fela Kuti

La sveglia suona presto. Lagos al mattino è un formicaio di Danfo (i tipici pulmini gialli Volkswagen) che si incuneano nel traffico con un concerto continuo di clacson. La mia prima tappa è la Nike Art Gallery a Lekki, un edificio di quattro piani interamente coperto d’arte, gestito dall’eccentrica e straordinaria artista Nike Davies-Okundaye. Tra migliaia di dipinti, sculture in metallo e tessuti tradizionali Adire, perdersi tra le pareti bianche piene di colore è un’esperienza sensoriale indimenticabile.

A metà giornata mi sposto verso il Lekki Arts and Crafts Market, un dedalo di bancarelle in legno dove gli artigiani scolpiscono maschere rituali, lavorano il cuoio e intessono perline. La trattativa qui è un’arte sociale: ci si sorride, si scherza, si offre un prezzo e ci si incontra a metà strada.

A pranzo mi fermo in una tipica buka (le trattorie popolari all’aperto) per provare uno dei piatti più celebri del popolo Yoruba: Amala e Ewedu con Gbegiri. L’Amala è una massa morbida e scura ottenuta dalla farina di buccia di yam (la disidratazione e la lavorazione le conferiscono il colore bruno). Viene affondata in due salse abbinate nello stesso piatto: la Gbegiri, una crema vellutata a base di fagioli neri sbucciati e olio di palma, e la Ewedu, una salsa verde vischiosa ricavata dalle foglie di iuta selvatica. A completare il piatto, un pezzo di Assorted Meat (carne di manzo, trippa e frattaglie cotte a lungo nel peperoncino). Mangiare con le mani, staccando un pezzetto di Amala per raccogliere le salse, richiede un po’ di manualità, ma la combinazione di consistenze è straordinariamente ricca.

La sera è dedicata al mito della musica nigeriana. Raggiungo l’Ikeja per visitare il New Afrika Shrine, il tempio del Afrobeat fondato dalla famiglia di Fela Kuti. L’atmosfera è carica di energia elettrica, ritmi di percussioni ipnotiche, fiati ruggenti e un senso profondo di comunità e riscatto sociale. Tra una danza e l’altra, bevo una bottiglia di birra locale fredda e sgranocchio del Kilishi, la versione essiccata e speziata della Suya, una sottile sfoglia di carne marinata che si scioglie in bocca lasciando una scia infuocata di peperoncino.

GIORNO 3: Nel cuore della cultura Yoruba – La foresta sacra di Osogbo

Lascio Lagos alle spalle al primo chiaro dell’alba per dirigermi a nord-ovest, verso lo stato di Osun. Il viaggio in auto mostra una Nigeria diversa: il cemento e la laguna lasciano il posto a una vegetazione lussureggiante, piccoli villaggi con tetti in lamiera arrugginita e piantagioni di palme.

La destinazione è la Foresta Sacra di Osun-Osogbo, patrimonio mondiale UNESCO. Questo Santuario naturale è uno degli ultimi lembi di foresta primaria rimasti sacri per il popolo Yoruba, dimora della dea della fertilità, Osun. Camminare lungo i sentieri d’ombra tra alberi secolari, ascoltando il fruscio del fiume Osun e imbattendosi all’improvviso nelle imponenti sculture monolitiche realizzate dall’artista austriaca Susanne Wenger e dagli artisti locali, infonde una reverenza profonda. Incontro sacerdotesse vestite di bianco che compiono rituali d’offerta lungo le rive del fiume, versando latte e miele nelle acque sacre.

Per il pranzo a Osogbo provo il vero Iyan (Pounded Yam). A differenza dell’Amala, l’Iyan si ottiene pestando a lungo l’tubero di yam bollito all’interno di un grande mortaio di legno, finché non diventa una massa bianca, elastica e incredibilmente soffice. Viene servito con Egusi Soup, una ricca zuppa preparata con semi di melone macinati, foglie di spinaci selvatici (Efo), olio di palma rosso, gamberetti essiccati e pezzi di pesce affumicato (Catfish). Il sapore terroso dei semi di melone unito all’aroma intenso del pesce affumicato rende l’Egusi uno dei capolavori assoluti della cucina nazionale.

Nel tardo pomeriggio mi sposto verso la vicina città di Ibadan, antica capitale dell’impero Yoruba, famosa per le sue distese di tetti rossi che si arrampicano sulle colline. Salgo sulla collina di Bower’s Tower per godermi la vista panoramica a 360 gradi sulla città al tramonto.

Per cena, un piatto confortante: Ewa Aganyin. Si tratta di fagioli dolci (varietà honey beans) stufati fino a diventare cremosi, sormontati da una salsa scura e concentrata a base di cipolle fritte nell’olio di palma bruciato e peperoncino secco. Il contrasto tra la dolcezza naturale dei fagioli e l’amaro piccante della salsa è indimenticabile.

GIORNO 4: Olumo Rock e la storia di Abeokuta

Inizio la giornata muovendomi verso Abeokuta, la “città sotto la roccia”. La grande attrazione qui è l’Olumo Rock, un imponente insediamento rupestre di granito che servì da fortezza naturale per il popolo Egba durante le guerre intertribali del XIX secolo. Salgo gli scalini incisi nella pietra (e sfrutto l’ascensore moderno per il tratto finale) per raggiungere la cima. La vista sulla città e sul fiume Ogun è maestosa. La guida locale mi mostra le caverne dove gli antichi guerrieri si rifugiavano e i santuari ancora attivi dedicati alle divinità indigene.

Prima di ripartire, visito il mercato di Itoku, famoso in tutta l’Africa per la produzione del tessuto Adire, tinto a mano con l’indaco utilizzando tecniche tradizionali di tintura a riserva con amido di manioca o nodi di filo.

A pranzo, la specialità locale è d’obbligo: Ofada Rice con Ayamase Sauce. Il riso Ofada è un riso integrale indigeno, non raffinato, dal chicco corto e dall’aroma aromatico e fermentato distintivo. Viene servito tradizionalmente avvolto nelle foglie verdi di Uma (Thaumatococcus daniellii), che rilasciano un profumo erbaceo irresistibile. Sopra il riso viene versata la Ayamase (conosciuta anche come Green Ofada Sauce), una salsa preparata soffriggendo peperoni verdi e peperoncini piccanti nell’olio di palma chiarificato, arricchita con Iru (semi di carruba africana fermentati che danno uno straordinario gusto umami), uova sode e bocconcini di carne. È una preparazione decisamente piccante, ma la profondità dei sapori è straordinaria.

Nel tardo pomeriggio rientro verso Lagos per prendere un volo interno da Ikeja diretto alla capitale federale, Abuja, situata al centro geografico del Paese. Arrivo in serata, accolto da un’aria decisamente più secca e da un’atmosfera ordinata e spaziosa, totalmente diversa dal caos vulcanico di Lagos.

GIORNO 5: Abuja – L’architettura della capitale e Zuma Rock

Abuja mi accoglie con le sue ampie strade a più corsie e uno sfondo scenografico dominato da colline granitiche. La prima tappa della mattinata è la grande National Mosque, con le sue cupole dorate e i quattro minareti che svettano nel cielo terso. L’architettura è imponente e gli interni offrono un momento di grande serenità e silenzio.

Successivamente mi dirigo a breve distanza dalla città per ammirare il leggendario Zuma Rock, un monolite di granito alto oltre 700 metri che sorge solitario lungo la strada verso Kaduna. Il punto naturale sulla parete rocciosa ricorda vagamente i contorni di un volto umano; le credenze popolari narrano storie di poteri protettivi e spirituali legati a questa gigante cattedrale di pietra.

Rientrato in città, passeggio all’interno del Millennium Park, il parco pubblico più grande di Abuja, progettato dall’architetto Manfredi Nicoletti. È un’oasi verde attraversata da un fiume, dove le famiglie locali si riuniscono per picnic e relax.

A pranzo assaggio una zuppa della tradizione del sud-est della Nigeria, diffusissima ad Abuja: la Banga Soup con Starch. La Banga è una crema densa estratta dalla polpa del frutto della palma da olio, insaporita con spezie aromatiche indigene come il beletete e il Aidan fruit. Ha un gusto ricco, leggermente dolciastro e speziato, arricchito con pesce fresco e lumache di terra (Snails). Viene accompagnata dallo Starch, un composto elastico a base di amido di manioca colorato di giallo con un goccio di olio di palma.

La sera la trascorro al Jabi Lake, un bacino artificiale circondato da locali e mercatini. Faccio un giro in barca al tramonto, guardando le luci della città che iniziano ad accendersi sul pelo dell’acqua. Per cena mi concedo un piatto iconico di strada: il Peppered Snail (lumache giganti africane ripassate in una salsa densa di peperoncino, cipolle e pomodoro) accompagnato da Suya di Pollo e un bicchiere di Palm Wine (vino di palma fresco, leggermente frizzante e dal gusto dolce-acidulo).

GIORNO 6: Verso le alture di Jos e i sapori del Nord

Dedico la sesta giornata a un’escursione verso l’altopiano di Jos (nello stato di Plateau), celebre per il suo clima mite, la vegetazione rigogliosa e le formazioni rocciose uniche. Il paesaggio cambia gradualmente, facendosi più montuoso e fresco.

Visito il Museum of Traditional Nigerian Architecture (MOTNA) a Jos, uno spazio a cielo aperto dove sono state ricostruite in scala reale le strutture storiche più significative del Paese, dai palazzi reali Hausa in terra cruda alle fortificazioni storiche. È una lezione vivente di storia e ingegneria indigena.

La cucina del Nord della Nigeria ha un’identità distinta, influenzata dalla cultura Hausa-Fulani. A pranzo provo il Tuwo Shinkafa con Miyan Kuka. Il Tuwo Shinkafa è una palla morbida preparata con riso a chicco corto stracotto e schiacciato fino a diventare un impasto omogeneo. La Miyan Kuka è la classica zuppa verde del nord, preparata con le foglie essiccate e polverizzate dell’albero di Baobab, ricche di minerali. La salsa ha una consistenza leggermente vischiosa e un sapore terroso unico, speziato con peperoncino e pesce essiccato.

Visito poi il Jos Wildlife Park, una vasta riserva naturale dove pini ed eucalipti crescono rigogliosi e dove è possibile osservare la fauna locale in un contesto tranquillo.

Sulla strada di rientro verso Abuja in serata, mi fermo in un punto ristoro lungo la via per provarlo uno degli spuntini più amati del Nord: il Masa (o Waina). Sono tortine di riso fermentato cotte in speciali piastre di ghisa con cavità emisferiche (simili a quelle usate per i takoyaki). Croccanti all’esterno e soffici e spugnose all’interno, vengono servite spolverate di Yaji o accompagnate da un brodo speziato di carne.

GIORNO 7: I mercati di Abuja, l’arte contemporanea e l’ultimo banchetto

L’ultimo giorno in terra nigeriana è dedicato alla ricerca di souvenir speciali e al saluto a questa terra vulcanica. Dedico la mattinata all’Arts and Crafts Village di Abuja, situato vicino al National Theatre. Tra capanne in pietra e paglia, gli artigiani lavorano cuoio, ottone, tessuti e perline. Acquisto una scultura in bronzo realizzate con la tecnica della cera persa, erede della tradizione del Regno del Benin, e una borsa in pelle lavorata a mano a Kano.

Nel pomeriggio visito la Thought Pyramid Art Centre, una moderna galleria d’arte contemporanea che espone i migliori talenti figurativi e concettuali dell’Africa occidentale. Le opere mostrano una Nigeria orgogliosa, complessa, proiettata verso il futuro senza dimenticare le proprie radici spirituali.

Per la mia ultima cena di arrivederci, scelgo un ristorante raffinato nel quartiere Maitama per un banchetto completo che sintetizzi il viaggio. Il piatto principale è la Pepper Soup di Capra (Isi Ewu). Servita bollente in una ciotola di terracotta, questa zuppa liquida è una scarica di adrenalina: il brodo è aromatizzato con ehuru (noce moscata africana), pepe del Selim, zenzero e una dose generosa di peperoncino scotch bonnet. La carne di capra è tenerissima e saporita.

A fianco, assaggio il Nkwobi, un antipasto tradizionale Igbo a base di piedini di vitello tagliati a cubetti e cotti in una salsa densa ed emulsionata di olio di palma, potassio naturale (unogwu) e spezie, guarnito con cipolle rosse a fette e foglie di Utazi leggermente amare. Chiudo la serata brindando con una bottiglia di Guinness Foreign Extra, che qui in Nigeria ha un gradazione più alta e un gusto di luppolo e malto eccezionalmente intenso.

Sintesi del Diario di Viaggio (7 Giorni)

Giorno Tappe & Località Luoghi da Vedere Piatti Tipici & Nomi Nigeriani
G1 Lagos (Victoria Island, Ikoyi) Tarkwa Bay Beach, skyline di VI Jollof Rice, Dodo, Suya
G2 Lagos (Lekki, Ikeja) Nike Art Gallery, Lekki Market, New Afrika Shrine Amala, Ewedu, Gbegiri, Kilishi
G3 Osogbo & Ibadan Foresta Sacra di Osun-Osogbo, Bower’s Tower Iyan (Pounded Yam), Egusi Soup, Ewa Aganyin
G4 Abeokuta & Volo per Abuja Olumo Rock, Mercato dei tessuti Adire di Itoku Ofada Rice, Ayamase Sauce
G5 Abuja National Mosque, Zuma Rock, Millennium Park, Jabi Lake Banga Soup, Starch, Peppered Snail
G6 Plateau State (Jos) MOTNA Museum, Jos Wildlife Park Tuwo Shinkafa, Miyan Kuka, Masa
G7 Abuja (Maitama) Arts & Crafts Village, Thought Pyramid Art Centre Isi Ewu (Goat Pepper Soup), Nkwobi

Organizzare un viaggio in Nigeria richiede pianificazione attenta e consapevolezza delle dinamiche locali. Di seguito trovi le indicazioni pratiche aggiornate per gestire visti, spostamenti interni e sicurezza in modo efficiente.

1. Visti e Documenti d’Ingresso

  • Tipologia di Visto: Per i cittadini italiani/UE è necessario richiedere il Short Visit Visa (eVisa) online prima della partenza tramite il portal ufficiale del Nigeria Immigration Service (NIS), oppure avvalersi della procedura di visto presso l’Ambasciata di Nigeria a Roma.

  • Lettera di Invito (LOI): Per l’approvazione del visto è quasi sempre fondamentale allegare una Letter of Invitation emessa da un residente o da un’agenzia turistica nigeriana accreditata, accompagnata dalla copia del documento dell’invitante e dal piano dei voli.

  • Requisiti Sanitari:

    • Febbre Gialla: La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria. Il certificato vaccinale (tesserino giallo) viene controllato rigorosamente all’arrivo in aeroporto prima dell’immigrazione.

    • Malaria: La profilassi antimalarica (es. Atovaquone/Proguanil o Doxiciclina) è fortemente raccomandata.

    • Polio e altre vaccinazioni: Verificare di avere aggiornati i richiami per epatite A/B, tifo e tetano.

2. Sicurezza e Cautela sul Territorio

  • Differenze Regionali:

    • Zone Urbane e Sud (Lagos, Abuja, Ogun, Osun): Generalmente accessibili adottando le classiche precauzioni da megalopoli. È necessario fare attenzione ai borseggi, evitare di ostentare oggetti di valore e non camminare a piedi dopo il tramonto.

    • Zone del Nord e Delta del Niger: Molte aree degli stati del Nord-Est (Borno, Yobe) e diverse tratte extraurbane del Nord presentano elevati rischi di sicurezza (microcriminalità, banditismi o instabilità). Gli spostamenti via terra verso Jos o tra città del nord vanno pianificati unicamente con guide o contatti locali fidati.

  • Consigli Comportamentali:

    • Fotografie: È severamente vietato fotografare infrastrutture strategiche, ponti, edifici governativi, postazioni di polizia o militari. Chiedere sempre il permesso prima di fotografare le persone nei mercati.

    • Posti di Blocco (Checkpoints): Lunga le strade statali sono frequenti i controlli di polizia o dell’esercito. Mantenere un atteggiamento calmo, collaborativo e formale. Tenere sempre a portata di mano passaporto (o copia autenticata) e documenti del veicolo.

    • Registrazione: Prima di partire, è consigliabile registrare la propria presenza sul portale della Farnesina Dove siamo nel mondo.

3. Trasporti Interni

  • Spostamenti Interurbani (Aerei vs Terra):

    • Voli Interni: Per coprire lunghe distanze (es. Lagos-Abuja o Abuja-Kano/Jos), la scelta migliore e più sicura è il volo interno. Compagnie come Air Peace, Ibom Air e ValueJet collegano le principali città con frequenza giornaliera.

    • Treni: La linea ferroviaria moderna Abuja – Kaduna e la linea Lagos – Ibadan offrono un servizio comodo, sicuro ed economico per spostarsi tra queste direttrici evitando il traffico stradale.

    • Auto con Conducente: Per le tappe intermedie (es. Lagos ad Abeokuta e Osogbo), si consiglia vivamente di noleggiare un’auto private con autista locale esperto tramite l’hotel o un’agenzia. È sconsigliato guidare personalmente o utilizzare i trasporti collettivi extraurbani (bush taxis).

  • Mobilita Urbana (Lagos e Abuja):

    • Ride-Hailing: Nelle grandi città (Lagos e Abuja), app come Uber e Bolt funzionano benissimo e rappresentano la scelta più sicura per muoversi tra quartieri vicini.

    • Trasporti Popolari: I Danfo (pulmini gialli) a Lagos sono caratteristici ma molto affollati e complessi da gestire per chi non conosce la città. I Keke Napep (risciò a motore) sono utili per brevi tratte all’interno dei quartieri.

4. Denaro, Connettività e Consigli Utili

  • Moneta e Pagamenti:

    • La valuta locale è la Naira (NGN). I tassi di cambio possono fluttuare; è consigliabile portare con sé contanti in Dollari statunitensi ($) o Euro (€) in banconote di piccolo e medio taglio non danneggiate.

    • Le carte di credito/debito internazionali (Visa e Mastercard) sono accettate negli hotel di fascia alta e nei ristoranti principali di Lagos e Abuja, ma il contante è indispensabile per mercati, taxi e buka.

  • SIM Card e Internet:

    • All’arrivo in aeroporto o nei negozi autorizzati è possibile acquistare una SIM locale fornendo il passaporto per la registrazione biometrica. I principali operatori con buona copertura 4G sono MTN e Airtel.

  • Corrente Elettrica:

    • I tagli di corrente sono frequenti; la maggior parte di hotel e strutture utilizza generatori autonomi. Le prese elettriche sono prevalentemente di tipo G (standard britannico a tre poli piatti), quindi è necessario portare un adattatore universale.

La procedura per la richiesta del visto turistico/visita di breve durata per la Nigeria (Short Visit Visa) si svolge principalmente online attraverso il portale ufficiale del Nigeria Immigration Service (NIS).

Ecco l’elenco dei documenti necessari e la guida passo-passo per completare la domanda.

1. Documenti Richiesti

Prima di avviare la procedura sul portale, assicurati di avere a disposizione i seguenti documenti in formato digitale (PDF o JPEG, dimensione massima solitamente entro i 500 KB per file):

  1. Passaporto: Con una validità residua di almeno 6 mesi dalla data prevista di ingresso in Nigeria e almeno 2 pagine libere adiacenti.

  2. Fototessera digitale: Su sfondo bianco, formato passaporto standard.

  3. Lettera di Invito (Letter of Invitation – LOI):

    • Emessa da un cittadino nigeriano o da un residente legale in Nigeria (o da un’agenzia/azienda locale).

    • La lettera deve indicare chiaramente l’indirizzo dell’invitante, il motivo della visita e la durata del soggiorno.

  4. Documento dell’Invitante: Copia del passaporto nigeriano dell’invitante oppure della sua carta d’identità (National Identity Number – NIN) o del permesso di soggiorno/lavoro (CERPAC) se straniero residente.

  5. Prenotazione dei Voli: Aereo di andata e ritorno con le date confermate.

  6. Prenotazione Alberghiera: Conferma della prenotazione dell’hotel oppure indicazione dell’indirizzo completo di residenza dell’invitante.

  7. Estratto Conto Bancario: Un documento recente che dimostri la disponibilità di fondi sufficienti per coprire le spese durante il soggiorno.

2. Procedura Passo-Passo sul Portale NIS

Passo 1: Accesso al Portale Ufficiale

  • Accedi al sito ufficiale del Nigeria Immigration Service (portal.immigration.gov.ng).

  • Clicca sulla sezione “Apply for Visa Online”.

Passo 2: Creazione Account / Login

  • Seleziona l’opzione per accedere tramite un account Google, Yahoo o creando un profilo dedicato nel sistema.

Passo 3: Compilazione del Modulo (Visa Application Form)

  • Seleziona la tipologia di visto: Short Visit Visa (Tourist / Visitor Visa).

  • Seleziona il Paese da cui stai facendo domanda (es. Italia) e l’Ambasciata/Consolato di riferimento (es. Roma).

  • Inserisci i dati personali: nome, cognome, data di nascita, nazionalità, occupazione e recapiti.

  • Inserisci i dettagli del passaporto (numero, data di rilascio e scadenza).

  • Inserisci i dettagli del viaggio (data di arrivo prevista, durata, indirizzo dell’alloggio in Nigeria e dati della persona o struttura che ti ospita).

Passo 4: Caricamento dei Documenti (Upload)

  • Carica i file digitali dei documenti richiesti (passaporto, foto, lettera di invito, documento dell’invitante, volo e prova di alloggio/fondi).

Passo 5: Pagamento delle Tasse di Visto

  • Una volta verificate tutte le sezioni, procedi al pagamento online tramite carta di credito internazionale (Mastercard o Visa).

  • Il costo varia in base alla nazionalità e al tipo di visto (generalmente tra i 100 e i 200 USD).

  • Nota importante: Dopo il pagamento, il sistema genererà due ricevute fondamentali:

    1. Visa Application Payment Receipt (Ricevuta di pagamento).

    2. Visa Acknowledgement Slip (Ricevuta di conferma/ricezione).

Passo 6: Stampa della Documentazione e Appuntamento

  • Scarica e stampa in formato cartaceo:

    • Il modulo di domanda completato (Application Form).

    • La ricevuta di pagamento (Payment Receipt).

    • L’ Acknowledgement Slip.

  • A seconda che tu stia richiedendo un eVisa (visto elettronico) o un visto da apporre sul passaporto, dovrai caricare il tutto per la verifica online dell’eVisa oppure presentare la documentazione cartacea (insieme al passaporto originale e al certificato di febbre gialla) presso la sezione consolare dell’Ambasciata di Nigeria per la vidimazione finale.

Consigli utili prima dell’invio

  • Verifica i nomi: Assicurati che i nomi e i dati inseriti nel modulo online corrispondano esattamente a come sono scritti sul passaporto (inclusi eventuali doppi nomi).

  • Certificato di Febbre Gialla: Anche se non viene caricato durante la domanda online, il tesserino giallo originale va esibito obbligatoriamente all’imbarco e all’arrivo nel Paese.

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