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CAVALLO BERBERO

LA CORSA DEI BERBERI A ROMA (VEDI SCHEDA)
Théodore Géricault (1791-1824)
Olio su tela cm 44,5 x 59,5
Walters Art Gallery, Baltimora

CAVALLO BERBERO

Il cavallo Berbero, noto in passato anche con la denominazione di cavallo di Berberia, affonda le sue radici storiche e geografiche nel Nordafrica. È nelle regioni tradizionali del Maghreb — precisamente nei territori dell’attuale Marocco, Algeria, Tunisia e Libia (Tripoli) — che la razza ha mosso i suoi primi passi, plasmata dalle aride condizioni climatiche e dalla dura morfologia del territorio desertico e montano nordafricano.

Area di diffusione geografica – Originario del Nordafrica, il Berbero ha valicato i confini del proprio continente già a partire dal XV secolo, quando fu introdotto in Gran Bretagna e nel resto d’Europa per essere impiegato come ceppo fondatore per diversi incroci di pregio, inclusi i Purosangue inglesi. Oggi la popolazione di Berberi purosangue si trova quasi esclusivamente in Marocco e nelle remote aree dell’entroterra nordafricano, dove l’allevamento più genuino è stato preservato dalle popolazioni locali durante e dopo il periodo della colonizzazione francese. La consistenza numerica globale della razza pura è attualmente molto ridotta: non sono disponibili dati vincolanti definitivi, ma le stime più ottimistiche ipotizzano uno stock totale di appena 2.500 esemplari in tutto il mondo.

Marchio – La tutela, la valorizzazione e la preservazione del patrimonio genetico del cavallo Berbero sono coordinate a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale del Cavallo Berbero (OMCB), fondata nel 1988. Tale organismo raccoglie e regolamenta gli sforzi dei paesi d’origine (Algeria, Marocco, Libia e Tunisia) e della Francia per garantire la tenuta dei registri anagrafici e la conservazione degli standard di razza.

Attitudini – Tradizionalmente impiegato dalle popolazioni nomadi come cavallo da guerra, da sella e da spostamento veloce nel deserto, il Berbero si distingue per una straordinaria polivalenza. Le sue attitudini storiche lo vedono eccellere nel lavoro di campagna, nel turismo equestre a lungo raggio, nelle discipline di resistenza e come fondamentale ceppo miglioratore per numerose razze moderne.

Doti – Come tutti i cavalli del deserto, il Berbero vanta una costituzione eccezionalmente resistente, una grande frugalità e la capacità di prosperare anche in presenza di scarso nutrimento e in condizioni ambientali estreme. È un animale dotato di una tempra d’acciaio, in grado di sopportare grandi fatiche e disagi con una gestione minimale.

Temperamento – Allevato a stretto contatto con i popoli nomadi come i Tuareg, che consideravano le giumente gli animali più preziosi del proprio accampamento al punto da farle dormire nella tenda principale, il Berbero ha sviluppato un temperamento leale, vigoroso e profondamente legato all’uomo, unito a una spiccata prontezza e vitalità.

Morfologia – Il Berbero purosangue è un cavallo di tipo mesomorfo e dalla struttura ben proporzionata. L’altezza al garrese varia generalmente fra m 1,42 e m 1,52.

Esso si presenta con un mantello che può essere baio, baio oscuro, sauro, morello o grigio, arricchito da una criniera abbondante e da una coda inserita bassa e dal portamento fluente. Possiede una testa piuttosto lunga ma ben distinta, accompagnata da un collo muscoloso e ben impostato.

Le spalle si presentano piatte e ben distese, il petto è ben arrotondato e profondo, mentre il tronco mostra una linea dorsale solida e compcompatta. I quarti posteriori si caratterizzano per una conformazione tipicamente sfuggente, mentre la groppa si raccorda a arti e piedi di ottima fattura, dotati di articolazioni asciutte, stinchi robusti e zoccoli sani e resistenti, perfettamente conformati per i terreni aridi.

Storia

Le origini del cavallo Berbero sono antichissime e risalgono alle popolazioni equine indigene dell’Africa settentrionale. A partire dall’VIII secolo d.C., la razza è stata sottoposta a continuativi incroci con cavalli d’Asia e d’Oriente — in particolare con stalloni arabi provenienti dalla Siria — che ne hanno affinato alcune linee morfologiche pur mantenendone intatta la struttura di fondo. Storicamente allevato con rigore da tribù nomadi come i Tuareg, presso le quali la linea materna era considerata sacra e quasi mai destinata alla vendita, il Berbero puro ha rischiato l’estinzione durante l’epoca della colonizzazione francese, sopravvivendo quasi esclusivamente nelle zone di rifugio più remote degli insorti nell’entroterra. Dal 1988, grazie all’azione dell’OMCB, è in atto un programma internazionale di salvaguardia volto a incrementare nuovamente la consistenza numerica di questa storica razza fondatrice.

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