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VIAGGIO IN UCRAINA

Il mio viaggio in Ucraina non è stato solo un passaggio attraverso coordinate geografiche, ma un’immersione profonda nell’anima di un popolo che danza tra la fierezza del passato e la determinazione del futuro. Ho varcato il confine con lo zaino in spalla e il cuore aperto, pronto a scoprire una terra di pianure infinite, cupole dorate e sapori che sanno di casa, anche se non ci sei mai stato.

Ecco il diario dei miei otto giorni, un frammento di vita tra i giganti dell’Est.


Giorno 1: Kyiv, la Gerusalemme del Nord

Kyiv-Pechersk Lavra

L’arrivo nella capitale è un urto sensoriale. Kyiv non è una città, è un organismo vivente che respira storia millenaria. Appena sceso dal treno, l’aria frizzante mi ha accolto insieme al profilo delle cupole che bucano il cielo.

Cosa vedere

Discesa di Sant’Andrea

Mi sono diretto subito a Kyiv-Pechersk Lavra, il Monastero delle Grotte. Camminare nei tunnel sotterranei con una candela di cera d’api in mano, tra i resti mummificati dei monaci, è un’esperienza che toglie il fiato. Sopra, il barocco ucraino splende di un bianco e oro quasi accecante. Ho poi risalito la Discesa di Sant’Andrea (Andriyivskyy Uzviz), la Montmartre di Kyiv, dove ho chiacchierato con un anziano pittore di icone che mi ha spiegato come ogni colore rappresenti una diversa forza spirituale.

La Cucina

Per cena, sono entrato in un locale tradizionale. Non potevo non iniziare con il classico dei classici.

  • Borsch (Борщ): Non chiamatela “zuppa di barbabietole”. È un rito. Il mio era denso, servito con una cucchiaiata di Smetana (panna acida) e accompagnato dalle Pampushky (Пампушки), soffici panini all’aglio che creano dipendenza.

  • Varenyky (Вареники): Dumplings fatti a mano. Ho scelto quelli con patate e funghi, saltati con cipolla croccante e Shkvarky (ciccioli di maiale).


Giorno 2: L’Anima di Maidan e il Dnipro

Il secondo giorno è stato dedicato alla Kyiv moderna e al suo spirito indomito.

Approfondimento Storico

Mi sono fermato in Piazza dell’Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti). Osservando i memoriali della Rivoluzione della Dignità del 2014, si comprende quanto la libertà sia costata a questo popolo. Un giovane studente mi ha detto: “Noi non cerchiamo la guerra, cerchiamo noi stessi”. È una frase che mi è rimasta impressa mentre camminavo verso il fiume Dnipro.

Cosa mangiare

Ho provato il cibo da strada più iconico della capitale:

  • Kyivska Perepichka (Київська перепічка): Un semplice ma delizioso hot dog fritto in una pastella lievitata, servito bollente in un sacchetto di carta. È un’istituzione dal 1981.

  • Pollo alla Kyiv (Котлета по-київськи): Per cena, un petto di pollo arrotolato con burro alle erbe all’interno. Quando lo tagli, il burro fuso deve esplodere sul piatto.


Giorno 3: La resilienza di Chernihiv

Cattedrale della Trasfigurazione.

Ho preso un bus verso nord per visitare Chernihiv, una delle città più antiche della Rus’ di Kyiv, situata a breve distanza dal confine.

Paesaggi e Storia

Il paesaggio cambia: foreste di betulle e pini si alternano a campi aperti. Chernihiv è famosa per le sue chiese del XII secolo, come la Cattedrale della Trasfigurazione. Qui il tempo sembra essersi fermato, nonostante i segni recenti del conflitto. Ho parlato con una donna che vendeva ricami tipici (Vyshyvanka). Mi ha spiegato che i motivi geometrici rossi e neri non sono solo decorazioni, ma codici che proteggono chi li indossa.

I Sapori del Nord

  • Deruny (Деруни): Frittelle di patate grattugiate, servite rigorosamente con panna acida. Croccanti fuori, tenere dentro.

  • Kvas (Квас): Una bevanda fermentata a base di pane di segale, rinfrescante e leggermente frizzante.


Giorno 4: Verso l’Ovest, Lviv la Romantica

Un lungo viaggio in treno mi ha portato a Lviv (Leopoli). Se Kyiv è il cuore politico, Lviv è l’anima culturale e bohémien.

Cosa vedere

Il centro storico, patrimonio UNESCO, è un gioiello di architettura austro-ungarica e polacca. Ho salito i gradini del Municipio per vedere i tetti della città, poi mi sono perso tra i vicoli acciottolati di Piazza Rynok. Lviv è la città del caffè; l’odore dei chicchi tostati permea l’aria.

Esperienza Culinaria

Lviv è famosa per i suoi ristoranti a tema.

  • Banosh (Банош): Un piatto tipico dei Carpazi che ho trovato in un’osteria locale. È farina di mais cotta nella panna acida e condita con formaggio Brynza e funghi porcini.

  • Lvivska Plyatska (Львівська пляцка): Una sorta di cheesecake o strudel tipico della zona, perfetta con un caffè nero forte.


Giorno 5: I Castelli della Galizia

Castello di Olesko

Ho affittato un’auto per esplorare i dintorni di Lviv, percorrendo il cosiddetto Anello d’Oro.

Storia e Paesaggi

Ho visitato i castelli di Olesko e Pidhirtsi. Quest’ultimo, sebbene parzialmente in rovina, conserva un fascino spettrale e maestoso, circondato da giardini che un tempo rivaleggiavano con Versailles. La guida locale mi ha raccontato storie di nobili polacchi e cavalieri cosacchi che si contendevano queste terre, terre di confine per eccellenza.

Castello di Pidhirtsi

Cosa mangiare

  • Salo (Сало): Lardo di maiale stagionato, servito su pane di segale con aglio e senape. È il “carburante” ucraino per eccellenza.

  • Holubtsi (Голубці): Involtini di cavolo ripieni di riso e carne (o grano saraceno), stufati nel sugo di pomodoro.


Giorno 6: La perla del Mar Nero, Odesa

Scalinata Potëmkin

Un volo interno (o un treno notturno, per i più romantici) mi ha portato a sud, verso Odesa.

L’atmosfera

Odesa è diversa da tutto il resto. È ironica, cosmopolita e marina. Ho sceso la celebre Scalinata Potëmkin e passeggiato lungo il viale Pryimorsky, guardando il porto industriale che si fonde con l’eleganza del Teatro dell’Opera. Qui la gente parla un dialetto infarcito di umorismo ebraico e termini marinareschi.

Cucina di mare

  • Foršmak (Форшмак): Un antipasto di aringa tritata tipico della tradizione ebraica di Odesa.

  • Cozze del Mar Nero: Cotte nel vino bianco e aglio in uno dei tanti locali vicino alla spiaggia di Lanzheron.


Giorno 7: Tra i vigneti di Shabo e la Fortezza di Akkerman

Un’escursione fuori Odesa mi ha portato alla fortezza di Bilhorod-Dnistrovskyi, una delle più grandi e antiche del mondo, affacciata sull’estuario del Dniester.

Approfondimento

Camminare sulle mura della fortezza ti fa sentire piccolo. Greci, Romani, Bizantini, Ottomani e Genovesi sono passati di qui. Successivamente, ho visitato il centro vinicolo di Shabo. Molti ignorano che l’Ucraina produca vini eccellenti; il terreno calcareo del sud regala bianchi freschi e rossi strutturati.

Degustazione

  • Vino Shabo: Accompagnato da formaggi locali.

  • (Млинці): Crepes sottili ripiene di ricotta dolce e uvetta per chiudere in dolcezza la giornata.


Giorno 8: Ritorno a Kyiv e l’ultimo brindisi

Tornato nella capitale per l’ultimo giorno, ho dedicato il tempo agli acquisti e alle riflessioni finali.

Il Saluto

Ho visitato il mercato Bessarabsky, un tripudio di colori e odori dove le “babushke” ti offrono assaggi di cetrioli sottaceto e miele selvatico. Ho comprato una bottiglia di Horilka (la vodka ucraina) al peperoncino per portarmi a casa un po’ di quel calore.

L’ultima cena

Per concludere, ho scelto un piatto che riassume l’abbondanza della terra:

  • Kholodets (Холодець): Aspic di carne, un piatto che richiede ore di preparazione, simbolo della pazienza ucraina.

  • Nalyvka (Наливка): Liquori fatti in casa a base di frutti di bosco o ciliegie.


Riflessione Finale

L’Ucraina non è solo un luogo da visitare; è una lezione di dignità. In ogni villaggio, in ogni dialogo davanti a un piatto di Varenyky, ho trovato una fierezza che non scade mai nell’arroganza. È un paese che ti nutre l’anima prima ancora dello stomaco. Andarsene è difficile, ma si parte con la promessa di tornare, perché l’Ucraina, una volta scoperta, non ti lascia più.

Slava Ukraini!

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LA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA

VIAGGIO IN UCRAINA

CUCINA UCRAINA: Borsch (Борщ)

CUCINA UCRAINA: Pollo alla Kyiv (Котлета по-київськи – Kotleta po-kyivsky)

CUCINA UCRAINA: Deruny (Деруни)

CUCINA UCRAINA: Banosh (o Banoš)

CUCINA UCRAINA: Holubtsi (Голубці)

CUCINA UCRAINA: Foršmak (Форшмак)

CUCINA UCRAINA: Mlintsi (Млинці)

CUCINA UCRAINA: Kholodets (Холодець)

CUCINA UCRAINA: Varenyky (Вареники)

CUCINA UCRAINA: Lvivska Plyatska – Lvivsky Syrnyk (Львівська пляцка)

CUCINA UCRAINA: Cozze del Mar Nero

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