
La Zuppa di Cicerchie e Calamari è un capolavoro della cucina povera napoletana e campana, un piatto “di terra e di mare” che unisce la sapidità dei molluschi alla consistenza rustica e quasi nocciolata di un legume antico, oggi fortunatamente riscoperto.
Le cicerchie (Lathyrus sativus) sono legumi antichissimi, diffusi un tempo nelle zone più aride dell’Irpinia e del Sannio. A Napoli, l’incontro tra questo ingrediente contadino e il pesce del golfo ha dato vita a una zuppa densa, avvolgente e straordinariamente profumata.
Prepararla richiede tempo per l’ammollo, ma il risultato finale ripaga ampiamente ogni minuto di attesa. Ecco la ricetta tradizionale, calibrata per 4 persone.
1. Gli Ingredienti del Territorio
Per una perfetta riuscita, cerca cicerchie di piccoli produttori campani (spesso presidio Slow Food) e calamari freschissimi, non decongelati, che manterranno intatta la loro consistenza callosa senza diventare gommosi.
-
300g di Cicerchie secche
-
400g di Calamari freschi (già puliti)
-
200g di Pomodorini del Piennolo (o pelati di buona qualità)
-
2 spicchi d’Aglio
-
1 costa di Sedano
-
1 Peperoncino fresco
-
1/2 bicchiere di Vino bianco secco (un Fiano o una Falanghina sono perfetti)
-
Olio extravergine d’oliva campano (generoso)
-
Prezzemolo fresco tritato
-
Sale q.b.
-
Pane casereccio raffermo (per i crostini di accompagnamento)
2. Il Rituale dell’Ammollo e della Pre-cottura
Le cicerchie contengono una tossina naturale (la lationina) che scompare completamente con un ammollo prolungato e una buona cottura. Non saltare mai questo passaggio.
-
L’ammollo: Lava le cicerchie sotto l’acqua corrente. Mettile in una ciotola capiente coperte da abbondante acqua tiepida con un pizzico di bicarbonato o di sale. Lasciale riposare per almeno 18-24 ore. Durante questo tempo, raddoppieranno di volume.
-
La prima cottura: Scola le cicerchie e risciacquale. Trasferiscile in una pentola (l’ideale sarebbe il coccio) con acqua fredda, la costa di sedano e uno spicchio d’aglio in camicia. Non salare l’acqua adesso, altrimenti la buccia del legume diventerà dura.
-
Porta a bollore, abbassa la fiamma al minimo e fai cuocere con il coperchio socchiuso per circa 1 ora / 1 ora e mezza, finché non saranno tenere ma ancora integre. Schiuma la superficie se necessario. A fine cottura, elimina l’aglio e il sedano, sala leggermente e tieni i legumi nella loro acqua di cottura.
3. La Preparazione dei Calamari
Mentre le cicerchie ultimano la cottura, dedicati al mare.
-
Prendi i calamari già puliti. Taglia i corpi a rondelle non troppo sottili (circa 1,5 cm) e i tentacoli a pezzetti. Sciacquali e asciugali benissimo con carta da cucina.
-
In una casseruola ampia (preferibilmente di terracotta o ghisa), scalda un giro generoso di olio extravergine d’oliva.
-
Fai soffriggere l’altro spicchio d’aglio schiacciato e il peperoncino tritato.
-
Quando l’aglio è dorato, cala i calamari. Falli rosolare a fiamma viva per 2-3 minuti: i molluschi rilasceranno la loro acqua e cambieranno colore.
-
Sfumane il tutto con il vino bianco e lascia evaporare completamente la parte alcolica a fiamma alta.
4. L’Incontro: Terra e Mare si Uniscono
-
Una volta sfumato il vino, aggiungi nella casseruola con i calamari i pomodorini del Piennolo tagliati a metà. Schiacciali leggermente con il cucchiaio di legno per far uscire i succhi. Lascia cuocere a fiamma media per circa 10 minuti, finché il sughetto non si sarà ristretto.
-
A questo punto, unisci le cicerchie scolate nella casseruola con il pesce.
-
Aggiungi un paio di mestoli dell’acqua di cottura dei legumi. Questo liquido è ricco di amidi e aiuterà a legare la zuppa in modo naturale.
-
Copri e lascia sobbollire a fuoco dolce per altri 15-20 minuti. I sapori devono fondersi intimamente: la cicerchia assorbirà la sapidità del calamaro e del pomodoro, mentre il calamaro diventerà tenerissimo.
-
Il tocco finale: Verso fine cottura, preleva un mestolo di sole cicerchie, frullale con un filo d’olio fino a ottenere una crema e riversala nella pentola. Questo trucco regalerà alla zuppa una cremosità irresistibile.
5. Il Servizio e i Crostini
Una vera zuppa napoletana non può prescindere dal pane.
-
Taglia il pane casereccio a fette o a cubetti.
-
Tostalo in forno o in padella con un filo d’olio e, se gradito, strofinalo leggermente con uno spicchio d’aglio fresco.
-
Spegni il fuoco sotto la zuppa, regola di sale se necessario e lascia riposare il piatto per 5 minuti prima di servirlo: le zuppe di legumi esprimono il meglio di sé quando non sono bollenti.
-
Impiatta nei piatti fondi o in ciotole di terracotta, adagiando i crostini sul fondo o di lato.
-
Guarnisci con una pioggia generosa di prezzemolo fresco tritato al momento e un ultimo giro d’olio extravergine a crudo.
6. Il Consiglio dello Chef
Se ti avanza della zuppa, non preoccuparti: il giorno dopo è ancora più buona. Puoi utilizzarla come base per saltarci dentro della pasta mista (la classica pasta e legumi napoletana), allungandola con un goccio d’acqua calda. Un abbinamento divino per il palato!

VEDI ANCHE . . .
CUCINA NAPOLETANA: Ravioli Capresi
CUCINA NAPOLETANA: Insalata Caprese
CUCINA NAPOLETANA: Scialatielli ai Frutti di Mare
CUCINA NAPOLETANA: Pezzogna all’Acqua Pazza
CUCINA NAPOLETANA: Zuppa di Cicerchie e Calamari
CUCINA NAPOLETANA: Spaghetti alla Nerano
CUCINA NAPOLETANA: Coniglio alla Chianese
.