LA FILOSOFIA DI LEONARDO DA VINCI

LA FILOSOFIA DI LEONARDO DA VINCI

Il genio di Leonardo da Vinci * (1452-1519) è al più alto grado rappresentativo del naturalismo del Rinascimento. L’osservazione diretta delle cose naturali è per lui il primo canone così della sua arte di pittore, come della sua indagine di scienziato; e i principii di ricerca che egli fissò anticipano di più di un secolo la nuova metodologia di Galilei e di Bacone. Dal neoplatonismo fiorente in quella Firenze, dove il suo genio si formò, egli deriva l’idea della razionalità immanente all’universo e dell’organicità del mondo. Ma di questa concezione non è il lato mistico-religioso quello che l’interessa più particolarmente: la speculazione intorno a Dio e all’anima egli la lascia alla teologia e alla fede, (sono “cose improvabili”). Neanche il concetto metafisico della natura a lui sta a cuore: è proprio questo il campo, in cui, non essendo possibile alcuna certezza, perpetuamente si disputa e si contende, segno che quivi non c’è vera scienza.

Vi è un aspetto della razionalità della natura che solo è, per Leonardo, accessibile – per la sua affinità – alla ragione umana, ed è l’aspetto per cui essa si rivela come necessità che tutte le cose stringe nella trama dei rapporti di cause ed effetti. “O mirabile o stupenda necessità, tu costringi, con la tua legge, tutti li effetti per brevissima via a partecipare delle lor cause. Questi son li miracoli!”. Conoscenza della natura è pertanto penetrazione – per mezzo della ragione nostra – nel fondo razionale del mondo, di là da quel che le impressioni sensoriali possono darci con la loro immediatezza e frammentarietà e contingenza. Ma d’altra parte questa necessità operante nella natura non si rivela alla ragione se non in rapporto agli oggetti e fatti che cadono sotto i nostri sensi, non ci si manifesta che attraverso l’esperienza. Parti dunque dalla esperienza per giungere alla ragione, ossia per formulare in termini matematici i nessi necessari tra tutti i fenomeni. E una volta che la nostra mente sia giunta all’intuizione di questa “ragione” che è nelle cose. ogni futura esperienza non potrà non obbedire ad essa e confermarla: il particolare potrà dedursi dall’universale. E pertanto: “intendi ragione e non ti bisogna sperienza”.

* LEONARDO DA VINCI nato presso Firenze nel 1452, fu a. Milano al servizio di Ludovico il Moro come pittore e scultore e come ingegnere, poi a Firenze e a Roma, e infine in Francia, dove morì nel 1519.

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